Una napoletana a Berlino

di Rosa Anna Tramontano

Grandi palazzi, artisti seduti nei “caffè”, il muro, le ferite, la solitudine, la ricerca di perché… questa è Berlino. Una città che probabilmente ha sofferto più di qualsiasi altra nell’ultimo secolo, e in continua ricerca di un riconoscimento, di amicizia, di dignità. Sembra una città abbandonata da Dio, dove risulta anche difficile ai propri amici dire che la domenica si va a messa. Eppure la gente è ancora alla ricerca di vere amicizie, di bellezza, e di un po’ di umanità. Certe persone cercano queste cose nell’alcool, nella droga… altri nell’arte. L’arte sembra essere in qualche modo confortante per gli artisti.

Per coloro che non mi conoscono, mi chiamo Rosa Anna e ho 21 anni. Sono una studentessa di Lingue e Letterature Straniere all’Università L’Orientale di Napoli. La mia avventura tedesca è inziata quando qualche mese fa ho deciso di trasferirmi in Germania, precisamente a Berlino per migliorare la mia conoscenza del tedesco così da potermi iscrivere, il prossimo settembre, a un Master in Germania. Le giornate qui per me passano velocemente. Ho passato il primo mese nel richiedere vari documenti che poi mi avrebbero permesso di vivere e lavorare in Germania. A volte ho dovuto aspettare a lungo, altre volte è stato molto semplice, ma finalmente ora ho un lavoro!

Ormai sono quasi 2 mesi che ho lasciato l’Italia, in primo luogo Napoli per trasferirmi nella fredda ma tanto affascinante Berlino. La scelta di lasciare la mia città non è stata facile, ma ci sono state due cose che mi hanno rassicurata. La prima è stata di poter condividere questa esperienza con una mia buona amica: Rebekka. Ho conosciuto Rebekka 5 anni fa, grazie al Punto Cuore di Napoli, e da subito con lei è nata una grande amicizia, che ancora oggi perdura. Lei ha trascorso 14 mesi come volontaria Punto Cuore in Argentina, e ne è tornata innamorata, non solo delle persone, ma anche della terra, delle tradizioni di questo bel paese sudamericano. Rebekka è un bell’esempio per me, e soprattutto un buon aiuto per entrare sempre più a far parte della vita tedesca. Inoltre, mi ha molto aiutata e spinta nella ricerca di un lavoro, e devo a lei il mio attuale impiego. Adoro passare il tempo con lei, anche facendo solo delle piccole cose, è bello vedere come la nostra amicizia pian piano cresca.
il famoso muro di Berlino
La seconda, ma non meno importante, è stato il fatto di poter contare ancora una volta sulla vicinanza con la comunità Punto Cuore. Anche qui a Berlino, ormai da 2 anni, è presente Offenes Herz (Punto Cuore in tedesco). La missione tedesca di Punto Cuore è un pò diversa da quella che conducono le volontarie ad Afragola. Qui oltre a condurre una vita di preghiera e di presenza presso i più bisognosi, i volontari sono anche chiamati a lavorare e/o studiare.
La prima missione di Offenes Herz qui a Berlino è di essere presenti presso gli artisti, che spesso portano dentro di loro una solitudine non indifferente. La più grande povertà qui a Berlino è scoprirsi solo in una città dalle mille culture e dai tanti volti.
È bello vedere come i volontari qui si donino e provino a essere vicini a persone la cui sofferenza a volte non è sempre palese. Spesso non è facile avvicinarsi ad alcuni e avere un’amicizia, eppure i volontari hanno imparato che una presenza discreta è anche un mezzo per l’inizio di un’amicizia futura. Anche qui come a Napoli i volontari si impegnano a visitare i più bisognosi attraverso tre apostolati: l’ospedale, in cui lavora padre Jean-Marie, la mensa dei poveri delle Suore di Madre Teresa e una casa di riposo.
Due volti in questi ultimi tempi vicini al Punto Cuore di Berlino sono Diana e Lisa.

Diana è una buona amica. È un’ artista ebrea che vive a Berlino e ha già fatto varie esperienze con noi. Era presente alla visita del Papa alla diocesi di Berlino, ed è stata incaricata di confezionare un regalo per il Papa, che ha potuto portargli personalmente nell’incontro all’Olympia Stadion. Inoltre ci ha anche invitati a fare una cena di beneficenza per Punto Cuore nel suo atelier, dove ha riportato la sua opera d’arte.

Lisa, invece, è un’amica messicana, ha un figlio di 5 anni, vive separata dal padre di suo figlio. Di recente passa regolarmente al Punto Cuore. Anche se sono solo pochi mesi, c’è già un’amicizia profonda. Dopo essere stata preparata da Jean-Marie, ha ricevuto la sua prima comunione a settembre. Lei è così presa e commossa dalla comunità che vuole sempre condividere tutto ciò che può offrire. Lisa cucina una volta a settimana per la comunità, frequenta l’apostolato e ci aiuta per tante altre cose.
Con Rafael non sempre è semplice per Lisa, basti pensare che sente subito la sua mancanza, anche se sta via solo per poco… lo ama davvero più di ogni altra cosa. Solo che il piccolo ha bisongno di una figura di sesso maschile, un padre. Per questo, l’amicizia con Jean-Marie e Alexis è molto importante per lui e ammira tutto di Jean-Marie. Lui dice: << quando sarò grande io sarò come Jean-Marie >>. Si siede sempre avanti a messa. Una volta ha disegnato una chiesa durante la messa e suo padre, che vede di tanto in tanto, gli ha proposto di dipingere uno stadio di calcio e lui ha detto: << No, la messa è più importante >>. Rafael ama andare a messa e ha già aiutato Jean-Marie come un chierichetto. È davvero un piccolo santo.

Cari amici, auguro a me stessa di riuscire a entrare sempre più in questa realtà tedesca, e di riuscire ad amare e accogliere le persone che il Signore metterà sulla mia strada, proprio come Rebekka e i volontari di Offenes Herz (Punto Cuore) fanno.