Una gioia inattesa, tracce di un viaggio a Napoli

di Padre Jean-Marie Porté

Un gruppo di una decina di amici del Punto Cuore di Berlino è stato accolto dal Punto Cuore di Napoli, dal primo al dieci luglio. La maggior parte di loro erano giovani artisti, che devono affrontare in Germania una quotidianità non sempre facile in un’ambiante spesso aggressivo e disumano. Il Punto Cuore ha voluto offrire loro un momento di consolazione, vacanze che siano veramente vacanze, ossia un riposo per il corpo, per gli occhi, per la mente, ma anche e soprattutto per il cuore.

Sfida riuscita, Padre Jean-Marie?

  • Vedendo la gioia dei nostri amici, la loro gratitudine al ritorno a Berlino, direi di si. Non era per niente evidente, visto che non conoscevano altro di Punto Cuore che la nostra amicizia, e non sanno un bel nulla della religione cattolica, che invece a Napoli è il vissuto quotidiano della gente.
    Mi diceva uno durante il viaggio: “Che regalo! Sai, con mia moglie, ci domandiamo come mai è possibile che tutto questo succeda proprio a noi?”

Cosa li avrà toccati così profondamente?

  • Bè, penso anzitutto l’accoglienza inspiegabile della gente.
    Per chi è abituato a vivere nel “tu prendi – io prendo”, sbarcare all’improvviso nel sistema di libertà dell’ “io dono – tu doni” è come una bomba atomica, perché è totalmente inaspettato, e contemporaneamente è ciò che il cuore aspetta di più, forse senza nemmeno saperlo. Poi, ovviamente, non dico niente della bellezza dell’accoglienza quotidiana, delle famiglie che hanno ospitato l’uno o l’altro, degli incontri in parrocchia o per strada. E dovrei ancora citare la strapotenza dei paesaggi, delle spiagge, del parco Virgiliano dove, al tramonto, abbiamo cantato i vespri l’ultimo giorno. Un momento indimenticabile.

Cosa rimarrà a lei di questo tempo?

  • A parte la mia emozione personale per gli amici che ho potuto incontrare come se ci fossimo lasciati ieri, rimango abbagliato della potenza consolatrice e evangelizzatrice di questi giorni. Ho potuto vedere, venendo da un paese scristianizzato, che la dimensione sorprendente della vita dei cristiani viene, senza che essi se ne rendano conto, dal nesso di scambi amichevoli gratuiti in cui vivono naturalmente, che nascono di una reciproca gratitudine. Tuffarsi in questo ambiente fa un bene... pazzesco. E rimette di fronte all’unica vera missione: amare. Poi è ovvio che l’amicizia è cresciuta tremendamente con chi ha fatto il viaggio. I ricordi, le foto, sono il segno di un legame profondo nato lì, che contribuirà non poco allo sviluppo della nostra missione berlinese.

Vorrei infine ringraziare i tanti amici di Napoli per questa prima esperienza riuscita che, sperano i nostri berlinesi, sarà seguita da altre. Hanno contribuito generosamente Angela, che ha organizzato con maestria questa settimana, Salvatore Palomba con il ruolo indescrivibile dell’anfitrione benevole, Franco Gracco il nostro cicerone pompeiano e grande pittore, Gianni Aversano con il suo canto e il concerto offerto a noi, Massimo d’Orta il generoso pittore, la squadra del Punto Cuore sia al Rosario che nelle Salicelle, la famiglia Celardo con la sua ospitalità, Monica Attanasio, ex-volontaria del Punto Cuore a Berlino, e tanti altri volti che non possiamo elencare qui, ma che vengono ringraziati.
Devo aggiungere che la nostra casa berlinese è aperta, ovviamente, alle visite venute dal lontano Sud. Prego, signori e signore napoletani, bravate per favor il freddo e la nebbia come Totò a Milano, e veniteci a trovare!

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