Terza lettera di Francesca dal Costa Rica

Aprile 2016

Lettera n0 3

Carissimi padrini,

Ancora una volta pura vida!!!

Spero che tutti voi abbiate trascorso una felice e serena Pasqua!

Sapete, il giorno in cui ho saputo che la destinazione per la mia missione era Costa Rica, ho iniziato a fare ricerche da internet per conoscere il paese, la cultura! La cosa che più richiamò la mia attenzione fu: «Costa Rica: il paese più felice del mondo»! Allora iniziai ad immaginare... Chissà, nel paese più felice del mondo come sono le persone, come vive questo popolo. E più passava il tempo, più questa frase rimbombava nella mia testa. Pensate che una domenica mattina, un’amica, alle 8 , mi chiamò per dirmi: «Guarda che alla radio hanno detto che Costa Rica è il paese più felice del mondo!»

In questo mese, in particolare durante la Quaresima, ho iniziato a conoscere meglio questo popolo, ad entrare più a fondo nella loro vita, nel loro modo di vivere. E allora sono sorte in me delle domande: «Dov’è la felicità di questa gente? Come faccio ad incontrare la felicità di genitori esasperati perché il figlio si droga?» o addirittura incontrare la felicità in giovani che vivono per strada e passano le loro giornate drogandosi e elemosinando qualcosa da mangiare? Dov’è la felicità di tutte queste ragazze della mia età che hanno figli già quasi adolescenti senza avere un marito o per lo meno un fidanzato? Come trovo la felicità nello sguardo così triste di Axell, Kyara e Melzi, di 5, 8 e 9 anni con una storia così brutta di cui preferisco non parlarvi perché, come è successo a me, vi turberebbe per molto tempo. Queste sono state le mie domande in tutto il tempo di Quaresima. Ma poi ho iniziato a vedere con maggiore chiarezza la storia di tutte le persone che sto conoscendo, ho iniziato a vedere tutte queste persone con occhi diversi. Ho visto la felicità di questi genitori quando parliamo e ci dicono:” Ora pensiamo a stare insieme e a stare bene, non parliamo di nostro figlio. “ Ho visto la felicità in Karina (19 anni con una bambina di quasi un anno) quando una domenica pomeriggio andammo a casa della mamma e lei stava con la figlia sul divano tra le braccia del papà-nonno.

Ho incontrato la felicità nel vedere Jenika abbracciare e coccolare Neymar, suo figlio, dandogli tutto l’affetto di una mamma e contemporaneamente di un papà e ancora di più ho visto la forza della sua fede nel dire che chiede di sposarsi in chiesa, nonostante la vita di inferno che passa con il papà di Neymar, perché non vuole più vivere nel peccato. Ho visto la felicità in Juan-Carlo, nostro amico che, nonostante la moglie malata di cancro, ogni settimana trova il tempo e la forza per dare la carica ai genitori di ragazzi/bambini drogati, e trasmette tutta la sua forza e la voglia di vivere ma soprattutto di amare ripetendo continuamente:” Noi (lui e la moglie) siamo malati, la malattia di mia moglie è anche la mia, noi lottiamo contro il cancro! “ Ma più di tutto, ho incontrato la felicità in quello sguardo così ferito di questi 3 bambini, quando stanno con noi, quando ci vedono da lontano e corrono per venire ad abbracciarmi; quando Axell una domenica mattina, la prima domenica che veniva a messa con la nonna, mentre tutti stavano in silenzio cominciò ad urlare: «Francesca Francesca», e corse ad abbracciarmi. Per me è felicità poter vedere nello sguardo triste di questi tre fratelli, la dolcezza che solo i bambini di questa età possono avere. Ho incontrato la felicità in Axell quando ogni volta che ci incontriamo aspetta che io lo guardo o che lo accarezzo per poter saltare tra le mie braccia e stare tutto il tempo ad abbracciarmi, o in Kyara quando mi mira in silenzio e dopo mi chiede se posso aiutarla a colorare, è felicità quando Melzi si trattiene a casa nostra solo per aspettare Kyara perché non vuole che torna a casa sola.

“La scoperta della positività della vita non cancella il dolore, l’errore, ma ci permette di avere un punto preciso di riferimento per attraversare anche ciò che ci sembra più pesante e addirittura contraddittorio."

Massimo Camisasca.

In questo tempo, ho visto come tutte queste persone che, nonostante una vita così difficile, riescono ad incontrare questo “punto di riferimento” per poter vivere felici. E questa è stata una grande scoperta, una grande lezione di vita!

La settimana Santa per Me è stata davvero impressionante! Sapete, la prima Pasqua in America Centrale con processioni molto più rumorose di quelle a cui siamo abituati in Italia!

Però in questa settimana ho avuto un’altra conferma grande sulle persone di questo quartiere. Ogni sera, almeno 10 persone si fermavano in chiesa per preparare tutto, per far si che durante il triduo pasquale tutto sia perfetto. Ma quello che mi ha colpito di più è che ogni sera erano sempre più felici di stare lì, di lavorare fino alle 11 di sera ridendo, scherzando e condividendo questo tempo tra di loro.

Il giorno che più mi ha impressionato è stato il venerdì santo; vedere tutte queste persone che con almeno 40 gradi partecipavano attivamente alle processioni, uomini, donne, bambini che caricavano sulle loro spalle il peso delle statue per la processione, il loro volto così significativo durante queste processioni, il modo in cui vivono in maniera così profonda questo giorno di passione! Ma ora vi racconto quello che più mi ha colpito in questo giorno, durante la processione della mattina. Uno di quei ragazzi che ho citato prima, che vivono per strada drogati tutti il giorno, durante tutto il tempo (probabilmente in un suo momento di lucidità) gridava: "Signore, tieni misericordia di me”. Probabilmente dopo 10 minuti, lo stesso ragazzo stava nascosto per strada a drogarsi o a bere, ma in quel preciso momento io ho visto tutta la sete che aveva di vivere la misericordia del Signore in questo giorno così significativo!

E poi, la gioia grande del sabato !! Ogni anno provo una grande emozione quando dal nulla, dal buio totale della morte di Cristo, si accendono tutte le luci della chiesa, segno della resurrezione di Cristo! È un gesto simbolico che mi dà sempre forti emozioni, questo anno ancora più di sempre!!

E questa gioia permane la domenica, era inevitabile; si sentiva una gioia diversa nell’aria, alla messa. La gioia che riusciva a trasmettere il padre durante la benedizione! E più di tutto quando il pomeriggio abbiamo organizzato una caccia al tesoro con i bambini e ovviamente , il loro tesoro da trovare erano uova di cioccolato! Vi lascio immaginare il volto di questi bambini quando scartarono l’uovo e scoprirono che era di cioccolata (in costa Rica non esiste la tradizione dell’uovo di pasqua e fino a quando non lo scartarono non riuscirono a capire che era di cioccolata).

Vi saluto calorosamente con la speranza che anche per voi questa Pasqua è stata e sarà una rinascita e, ancora una volta, vi ringrazio per tutto il sostegno che mi date. So per certo che tutto quello che sto vivendo è anche opera vostra, al sostegno spirituale che ogni giorno mi date.

Un forte abbraccio,

Francesca
Pura vida!