Punto Cuore, non è una soluzione, è un piccolo segno

Omelia , 1996

Appena sei anni fa avevo davanti a me alcuni giovani, un po’ tremanti ma pieni di coraggio, stavano per partire come voi, per uno dei Punto Cuore. Alcuni sarebbero andati in Argentina, gli altri in Brasile. Non sapevano ciò che li aspettava, e noi nemmeno d’altronde. Avrebbero attraversato come pionieri, i confini di due bidonville che molte persone della città non osavano passare.

Oggi, le cose sono cambiate. Quest’anno ci sono circa cinquanta giovani che lasceranno la Francia per andare ad animare una ventina di Punto Cuore, e da molti altri paesi, altri Amici dei bambini, partiranno per raggiungere le loro comunità.

Nei nostri schedari abbiamo il nome di migliaia di padrini e di amici, e in molti paesi ci sono molte associazioni locali di sostegno. Decine di articoli di giornale sull’Opera sono comparsi in una ventina di lingue….e poi, i Vescovi ci sollecitano e ci incoraggiano. Abbiamo avuto anche qualche premio, e ancora, vivendo radicalmente la compassione, decine di giovani hanno avuto uno scombussolamento nella loro vita.

Tutto questo mi rallegra. Sei anni fa non avrei mai pensato ad un tale sviluppo dell’Opera, mai avrei creduto che si sarebbe fatta conoscere così in fretta e apprezzare da molti. Mai avrei pensato all’impulso che la sua esistenza avrebbe dato alla mia stessa congregazione ed immaginato le molteplici amicizie che ci ha dato in tutto il mondo. Oggi, posso solo rendere grazie a Dio per l’espansione che Egli ha dato all’Opera, per tutta la sua fecondità, per tutto il bene che i Punto Cuore hanno fatto ai bambini dei nostri quartieri, ma anche per gli Amici dei bambini, per i loro padrini e per le loro famiglie.

Un’Opera talmente fragile e giovane…

Nonostante ciò, sono sovente inquieto, ho spesso paura: questo sviluppo rapido, questa popolarità certa, possono essere un terribile pericolo. Si potrebbe concludere col pensare che i Punto Cuore sono qualcosa, che i Punto Cuore, come si dice a volte, è un affare che avanza bene. Si potrebbe dimenticare che per noi avanzare bene vuol dire camminare sull’acqua. Si potrebbe perdere di vista che i Punto Cuore avanzano su una corda tesa tra due abissi, e soprattutto, si potrebbe dimenticare che Colui che dà all’Opera la sua fecondità è Dio, e che gli Amici dei bambini, come quelli che guidano l’Opera, non sono niente, o perlomeno sono poco cosa.

Le debolezze dei Punto Cuore sono molteplici. Vengono dalla fragilità degli Amici dei bambini: sono giovani, senza esperienza, lontani dall’essere formati come noi sogniamo che siano, sovente devono essere sostituiti, fanno molti errori, parlano male la lingua della gente che incrociano, si stancano della loro missione e chiudono troppo sovente l’uscio della loro casa, hanno una salute più o meno buona…. e poi, quantitativamente sono un pugno di persone, come lo erano i discepoli al tempo di Cristo; in ogni posto, gli Amici dei bambini sono in numero terribilmente insufficiente per poter rispondere ai molteplici bisogni che incontrano. Quanto al fondatore e a quelli che lo circondano nel governo dell’Opera, ha a disposizione mezzi ancora più limitati. Sovente sono stanchi, non si incoraggiano e non correggono, come sarebbe opportuno fare, gli Amici dei bambini, forse non sanno affrontare i problemi più gravi, sono a volte codardi ed a volte troppo audaci, non si mettono sufficientemente all’ascolto dei bambini, pensando già di saperlo, non pregano abbastanza e perdono tempo in occupazioni secondarie. Sono limitati nella fiducia e non sono uniti….manca la comunione…

Riguardo ai mezzi d’azione dell’Opera, non sono certi: non abbiamo rendite, non abbiamo la garanzia di avere ogni anno un minimo di Amici dei bambini. E per finire, la sicurezza degli Amici dei bambini non è garantita. Nessuno ha la guardia del corpo, a meno che non si consideri tale il loro Angelo Custode. I nostri quartieri sono in gran parte abbastanza pericolosi, la polizia stessa ha paura di entrare.

A questa descrizione della nostra miseria, si potrebbero aggiungere – potete immaginarlo- pagine e pagine. Però, a cosa servirebbe se non a far risaltare il fatto di per sé evidente: l’Opera è piccolissima, infinitamente fragile e non vive che della sua fiducia in Dio, e se è ammirata, non si può che ammirare in essa la bontà di Dio ed il sostegno della Vergine Maria. Tutto il resto è talmente poco.

In altre parole, l’Opera non può avere la pretesa di essere una soluzione ai gravi problemi dell’infanzia, della sofferenza e della disperazione. Non è un rimedio alla miseria del mondo. È poco efficace. Che cos’è allora? Un segno, un piccolo segno. E gli Amici dei bambini non possono avere la pretesa di compiere correttamente la loro missione, di essere dei personaggi importanti, anche se il loro nome si legge nei giornali, di essere degli eroi. Che cosa sono allora? Come il loro fondatore, dei peccatori, che giorno dopo giorno cercano di rispondere alla chiamata di Dio e di vivere più pienamente di fede, di speranza e di carità.

Punto Cuore, segno della potenza di Dio nella fragilità dell’uomo.

L’Opera Punto Cuore è così fragile….ma senza dubbio, la sua fragilità aiuta Dio…Quando in cielo il Signore si riunisce con i suoi ministri, possiamo immaginarlo dire: “Poveretti, gli Amici dei bambini sono così piccoli, così disarmati nelle loro bidonville, sono così incapaci di amare in verità e di portare frutto, che noi dobbiamo aiutarli. Non possiamo lasciarli soli…”.

E Dio agisce: aiuta i giovani ad imparare le lingue, moltiplica per dieci le attività di ciascuno, aiuta gli Amici dei bambini, fa portare alle loro parole un frutto straordinario - basta per esempio, che un’Amica dei bambini dica ad una giovane mamma che pensa di abortire: “Pregherò per il piccolo che poti”, perché questa mamma prenda improvvisamente coscienza della vita che è in lei e rifiuti di recarsi all’ospedale; basta che un’altra Amica dei bambini guardi con benevolenza una persona per strada, la saluti, perché questa riscopra la bellezza della vita e rinunci a suicidarsi.

La sola cosa che potrebbe improvvisamente mettere Dio a disagio nella sua generosità nei nostri confronti, è l’orgoglio, è credere che da soli possiamo fare qualcosa, che possiamo rispondere ai bisogni dei nostri amici da soli. La sola catastrofe che potrebbe capitare all’Opera, è un atteggiamento di auto-sufficienza dei suoi membri. Questo vuole anche dire che la sola preghiera adatta perché l’Opera resti quello che è, e continui a crescere - in tanti paesi è talmente attesa! - e soprattutto perché porti frutto, è la preghiera per chiedere l’umiltà. È anche a questa sola condizione che Punto Cuore resterà un segno: il segno che “Dio innalza gli umili e rovescia i potenti dai loro troni, colma di beni gli affamati e manda via i ricchi a mani vuote”. È solo a questa condizione che Punto Cuore resterà l’Opera di Maria, e che Dio si comporterà nei suoi confronti come si è comportato con la Vergine Maria, sua umile serva.

Punto Cuore, segno dell’amore di Dio che si umilia.

L’Opera Punto Cuore è il segno che Dio si glorifica nella debolezza dei poveri esseri umani, è anche il segno che Dio trova la sua gioia con i piccoli degli uomini. Quando Punto Cuore s’inserisce in un quartiere, quando gli Amici dei bambini entrano nelle case dei nostri amici ho l’impressione che è il Mistero dell’Incarnazione che si prolunga. È il Mistero della Visitazione! Il Signore sussulta di gioia nel cuore di quelli che lo portano. La visitazione è veramente un mistero dell’allegria di Dio! È Natale ancora di più: Dio con noi! Dio con gli uomini! Immaginate la gioia di Dio …..Dio che si rivela vicino, Dio che dice ai poveri: non abbiate paura! Vi faccio misericordia! A me i ladri non fanno paura, né i bugiardi, né i violenti, c’è posto per loro nella mia casa, non sono fuori del mio cuore! Abbiano soltanto il coraggio d’incrociare il mio sguardo, come Pietro dopo il canto del gallo, e che entrino!

Punto Cuore è il segno che Dio non si è ritirato dalla vita degli uomini, che ha l’ultima parola circa il peccato, che non ha nessuna paura della miseria dell’umanità, che è veramente colui che lava i piedi ai piccoli e purifica il loro cuore.

Punto Cuore è semplicemente il segno, la prova che Dio ama gli uomini, che predilige quelli che gli uomini stessi rifiutano, che ha il nome di ognuno impresso sul palmo delle sue mani. Per questo gli Amici dei bambini, sono vicini, sono importanti, per questo sono importanti per Dio, perché attraverso loro fanno scoprire quanto ogni essere umano sia importante per Dio. Questa è una grande responsabilità per ognuno degli inviati. In definitiva è la vostra unica responsabilità, Amici dei bambini: lasciate che il cuore di Dio appaia attraverso il vostro cuore.

Se si riconosce che Punto Cuore è un’Opera di evangelizzazione ecco il solo mezzo che usa: amare. Amare a mani nude. Amare fino in fondo. Amare in tutta fiducia.

Punto Cuore, segno di vera fecondità.

Siamo sommersi dalle cifre, dai conti, dai documenti, dalle pubblicità. Siamo aggrediti da ciò che si vede, che si urla, che fa rumore. Siamo impressionati da ciò che costa, da ciò che brilla. Secondo questi criteri, Punto Cuore non è niente, o perlomeno lo spero. Ciò che Dio ama, è ciò che è nascosto, ciò che è piccolo, ciò che non fa rumore, anche se è molto difficile crederci, quando intorno tutto ci dice il contrario.

La fecondità non è l’efficacia. La qualità non è la quantità. Con il suo aspetto insignificante, Punto Cuore vuole dare testimonianza di questa realtà che sfida la logica comune, ma si unisce al desiderio di verità di molti cuori. Detto questo, si arriva al paradosso. Nella misura dove l’Opera Punto Cuore si considera come “spazzatura” come l’aborto di tutte le O.N.G, di tutte le opere sociali e di tutte le associazioni caritatevoli, è possibile che sia considerevole. Ma resterà tale, solo se sarà sempre convinta di non essere niente. Soltanto nella misura dove, gli Amici dei bambini, sapranno avendolo frequentemente sperimentato, che non possono per così dire, cambiare niente in sé stessi ed intorno a loro, diventeranno onnipotenti: “Di miracoli ne farete di ancora più grandi”. Nella misura in cui sapremo tacere, impotenti, come agnello condotto al mattatoio, noi saremo eloquenti e fecondi.

Nella cerimonia del battesimo, il sacerdote, facendo l’unzione con il Sacro Crisma dice: “Voi che ora fate parte del Suo popolo”. Poi vi segna con l’olio Santo perché rimaniate eternamente membri di Gesù Cristo, sacerdote, profeta e re. Prendendo il vostro impegno nell’Opera, diventate in un modo molto particolare, associati alla Misione di Gesù Cristo, sacerdote, profeta e re. Non entrate in un affare associativo, entrate in un’opera di salvezza, un’opera di redenzione insieme a tutti quelli che già hanno risposto sì al: “Vuoi tu?” dell’unico Amico dei bambini. La nuova alleanza, che con il vostro impegno firmate con Cristo, vi rende sacerdoti, nella misura in cui la vostra missione principale è di abbandonarvi al Padre per ricondurgli tutti i suoi figli perduti, vi rende profeti, nella misura in cui la vostra vita deve gridare Dio per tutti, fa di voi dei re, nella misura in cui voi sperimentate nel vostro cuore e nel vostro corpo, e vi abbassate al livello del servitore. In altre parole, questo impegno, per quanto provvisorio e limitato sia, approfondisce il vostro impegno battesimale, vi aiuta ad adempiere, a realizzare il vostro destino di discepoli di Cristo.

“Che Maria, Sposa dello Spirito Santo e Madre compassionevole, vi protegga su questa strada di felicità dalla quale Lei stessa non si è mai allontanata”.