Prima lettera di Francesca dal Costa Rica

1 Febbraio 2016

Lettera n0 1

" Il nostro destino si decide nell’istante e nel posto nel quale si vive. Qui e ora." Don Giussani

Carissimi padrini, Che bello potervi scrivere per condividere con voi quello che sto vivendo. Sono partita un mese fa con la consapevolezza che per me fosse la cosa più naturale da fare in questo momento della mia vita. Sono stata una settimana nel Salvador e dopo sono partita per andare in Costa Rica per l’apertura di una nuova casa Punto Cuore. Ora, con grande gioia, vi posso raccontare delle difficoltà dei primi giorni nel Salvador. Ero piena di dubbi, di paure, di ansia per questa nuova avventura ma in pochi giorni lì ho ricevuto tanti segni che solo ora riesco ad analizzare come tali. Ho conosciuto tante persone che (senza conoscermi) sono riuscite a trasmettermi gioia e tranquillità, allora mi sono resa conto della bellezza delle persone accomunate da uno stesso amore. Quello che maggiormente mi ha dato forza, però sono state alcune righe di una lettera che ho letto in un momento in cui ero davvero piena di dubbi: «Nel momento in cui, in nome della chiesa, vi invio in missione, mi piace posare lo sguardo su ciascuno di voi e chiedermi: Chi siete, voi che partite per Punto-Cuore? Siete forse dei giovani col mal di avventura alla ricerca di sensazioni forti, specialisti della ricreazione e del gioco, persone che vogliono fare l’esperienza della povertà, turisti, lavoratori sociali? Ciò che ci interessa è il mistero di ciò che siete, di ciò che è nascosto in voi, e tuttavia già conosciuto e rivelato nella persona di Gesù. Nel mistero della sua incarnazione, Cristo ci ha incorporati in lui. Ormai siamo in Cristo. Quando il Padre vede il figlio, vede l’uomo che noi siamo e quando guarda l’uomo o la donna che siamo, vede suo figlio, il suo Unico. Chi s’impegna in modo radicale con Punto Cuore entra in questo misterioso processo d’incarnazione, risponde all’appello che ha ricevuto di vivere la compassione e l’ospitalità alla maniera di Cristo e non è poco.» La conferma a queste parole non tarda ad arrivare, il primo giorno, arrivate in Costa Rica abbiamo incontrato dei bambini per strada e Axell (il primo che ha attirato la mia attenzione) dopo 10 minuti insieme mi ha abbracciato e mi ha detto «te quiero mucho!» (ti voglio bene!) Beh, se questo vuol dire essere giovani con mal di avventura , io auguro a tutti di voler provare queste «mal di avventure»!! Dopo i giorni nel Salvador, finalmente arriviamo in Costa Rica!!! Viviamo in una casa vicino alla chiesa, molto semplice! La mia comunità è formata da una francese (che ha passato 7 anni in India ) e un’argentina (che ha vissuto 7 anni nel Salvador). Vi lascio immaginare i primi giorni con questo mix di cultura asiatico, americo-latino e europeo!!!! Ma proprio i primi giorni sono stati fondamentali per capire a pieno le parole di chi mi diceva: «le fondazioni hanno una grazia particolare!!» Siamo arrivate qui e la casa era completamente vuota, in due giorni la gente del quartiere ci ha donato così tanto che tra poco in casa non abbiamo spazio per vivere hihi! La cosa che più mi ha affascinato però è stato che di domenica(unico GG di riposo a san José ) c’erano almeno 10 persone in casa che, senza conoscerci, hanno passato la loro giornata a montare tutto. E ancora oggi, mi stupisco perché ogni giorno persone vengono alla nostra “casita” (così io e le mie sorelle di comunità chiamiamo la nostra casa) per domandarci se è tutto Ok, se possono aiutarci con il loro lavoro. Ma ancora più bello è che molta gente viene a cercarci a casa per chiedere di andare a visitare parenti o amici che soffrono o semplicemente per poter passare del tempo con noi davanti ad un caffè (rigorosamente americano)! È incantevole per me vedere che senza conoscerci le persone si fidano così tanto di noi che ci raccontano cose così personali della loro vita che se fossero capitate a me io non mi mi sognerei mai di raccontarle a nessuno!! Potrei scrivervi per ore di tutte le persone che ho conosciuto ma, è assodato che non posso farlo. Voglio scrivervi di una ragazza che quasi tutti i giorni viene al punto: Veek. La prima volta che l’ho vista mi ha fatto quasi paura, capelli verdi, almeno 5-6 piercing sul volto, rigorosamente con abiti neri e bracciali a forma di teschio (modello punk diciamo). È inutile specificarvi che non è cattolica, infatti, ogni volta che viene alla nostra casa che è molto vicina alla chiesa tutti le chiedono: «ma, tu sei cattolica?» E lei sempre risponde: «no, ma vado ad incontrare i miei amici!!!» Il primo giorno che stavamo a casa è venuta insieme al suo compagno Andreas e al figlio Axes. E nonostante l’apparenza, sono stati subito affascinati da quello che è Punto Cuore e ora, quasi tutti i giorni vengono a casa per passare del tempo con noi, per poter prendere un caffè e parlare per ore. Ci raccontano le cose della loro vita, con una semplicità inimmaginabile che rende quest’amicizia molto profonda! Ogni volta, resto sorpresa dalla profondità delle loro parole, della loro storia e da loro stessi. Letta la descrizione del suo aspetto, potreste mai immaginare una persona così che ascolta Claudio Baglioni? Beh, io non ci credevo e come San Tommaso, è stato necessario che vedessi la musica del suo cellulare per poterlo credere!!! Il loro figlio, Axes, è un bambino iperattivo, con deficit attenzionali e autismo, spesso si isola, si inginocchia a terra e pare che stia in un mondo tutto suo. E sapete qual è la cosa più bella? Quando viene ad abbracciarmi e mi dice: «tu sei la mia preferita!» Un giorno, vennero a casa con pollo e patatine per poter pranzare con noi, mentre io cercavo di chiudere il cancello, Axes corse da me con una patatina e con gli occhi pieni di gioia mi disse: «Francesca mangiala!» In questi momenti mi rendo conto di quanto è stata giusta la mia decisione di dedicare questo tempo a Dio! Spero di potervi raccontare in ogni lettera di questa famiglia e del loro percorso. Certo, questo tempo non mi è servito solo per poter conoscere persone nuove, è stato un tempo anche per poter conoscere in maniera più profonda le persone che fanno parte della mia vita. In primis la mia famiglia, per me è un gioia sapere di poter contare sul loro appoggio, vedere la loro felicità quando ci sentiamo e vedere che man mano riescono a capire sempre più la mia decisione. Sapete, da buoni italiani, all’inizio non è stato facile accettare la distanza della “piccola” di casa! Anche se, ancora mia nonna ogni volta che mi vede da skype piange come se fossi un soldato mandato in Siria per la guerra. Ah, le nonne italiane! Che amori!!! Vi racconto l’ultima cosa poi giuro che termino. Un giorno abbiamo visitato una signora di 43 anni con un cancro in fase terminale, un figlio di 4 anni e una figlia di 25 anni con due bambine, completamente sole e senza lavoro, vivono in una casa piccolissima, con una sola stanza dove dormono tutti. Allora mi domando, come possiamo essere utili in queste situazioni? In nessun modo... Non possiamo guarire la signora né tantomeno sostenere economicamente questa famiglia. Ma quando dicemmo alla signora che un giorno saremmo andate a pregare il rosario con lei, le si illuminarono gli occhi! Allora capisco quanto siamo piccoli e quanto è grande la misericordia di Dio. Concludo col ringraziare tutti voi per il sostegno che ogni giorno mi date, in ogni momento difficile, quando sono triste, quando sento la mancanza della mia famiglia , di Luigi (mai nella vita pensavo di poter sentire così poco il mio fidanzato), mi appoggio sempre sulle vostre preghiere che sono la mia più grande forza!! Vi abbraccio calorosamente! Pura vida!!! (è il tipico saluto costaricense)

Francesca