Piazza Bellini: Il bohemien partenopeo

_ Di Monica Attanasio
A ridosso dell’Università di Medicina e di Lingue Orientali, all’Accademia delle Belle Arti, del Conservatorio di Musica, della Biblioteca e di Port’Alba centro librario della città, si trova Piazza Bellini, considerata la zona “intellettuale” di Napoli. Il monumento a Vincenzo Bellini grande compositore catanese che dal 1819 al 1827 visse a Napoli per studiare al conservatorio di San Pietro a Maiella ha dato nome alla piazza dove si trovano numerosi locali che trasformano la zona nel ritrovo bohemien partenopeo. Qui infatti, non mancano attività culturali come i reading di poesie e di romanzi, improvvisazioni musicali e teatrali, esposizioni fotografiche e pittoriche; ma anche luogo di discussioni politiche/intellettuali. Vi si trovano caffè che hanno l’usanza di esporre libri in quanto occasione conviviale di stare insieme fra amici vecchi e nuovi ma anche proiettori messi a disposizione per nascenti fotografi e registi, nonché strumenti musicali per chi voglia improvvisare qualche nota sotto l’ispirazione di un caffè ristretto o un vino rosso.

Proprio grazie all’atmosfera multiculturale e al clima intimo e accogliente, il Caffè Arabo è luogo d’aggregazione preferito per studenti dell’Università Orientale, che qui amano trascorrere il loro tempo sdraiati su cuscini e tappeti persiani o fumando tabacco alla frutta col Narghilè. Napoli è una città mediterranea e come tale, è popolata da gente che ama vivere all’aperto, non bisogna aspettare il fine settimana per vedere le strade della città brulicanti di persone. Ogni sera è quella buona per un bicchiere di Porto accompagnato dalle note jazz di Marco Zurzolo, Daniele Sepe o Enzo Avitabile, alcuni dei nomi che frequentano abitualmente l’Intenet Caffè, in cui all’interno c’è la possibilità per studenti fuori sede di collegarsi in rete al costo di un espresso. Uno dei caffè letterali che si è ispirato all’identità della Neapolis è Intra Moenia, in Piazza infatti, vi sono mura in tufo della città greca-romana risalenti al IV secolo a.C. (i Decumani), il Caffè ne prende il nome “dentro le mura”: rinomato centro di divulgazione d’arte grazie all’intreccio d’innumerevoli incontri di scrittori, poeti e musicisti con i clienti abituali. Un’ultima dovuta osservazione è per il “quasi nuovo” Perditempo, l’ultimo caffè ad aver aperto nella zona; anche questa caffetteria, la più piccola della Piazza, offre ai propri clienti la possibilità di sfogliare i numerosi titoli che affollano gli scaffali alle pareti, oltre a ciò al Perditempo è possibile acquistare vecchi vinili per accaniti fan della musica consumata dalla puntina di un gira dischi; questo locale offre concerti notturni e incontri letterari di giorno promuovendo insieme agl’altri vicini Caffè, un energetico circuito underground letterario.

Infatti molte sono le manifestazioni e contestazioni politiche che iniziano o finiscono a P. Bellini, questo sottolinea non solo che qui si può comunicare direttamente agli intellettuali, ai giornalisti e ai media ma anche che la piazza può essere un luogo vivo dove le persone si possono ri-incontrare e incontrare.

Portfolio