Ottobre 2013

rieccomi a casa mia, nel mio bel quartiere d’Arafat, a Grand-Yoff. Ad accogliermi al Punto-Cuore c’erano tantissimi bambini, felici di rivedermi. Ah! Quanto mi sono mancati... i loro volti son’ormai impressi nel mio cuore e rivedendoli, s’accendeva in me una piccola luce. Nei giorni seguenti il mio cuore era fin troppo illuminato e rendeva ben grazie a Dio per le loro vite e per l’amicizia che ci lega.

JPEG - 72.2 KbIn comunità adesso siamo molti, ma mai troppi. Ci sono nuovi membri: Benjamin, 27 anni, un ragazzo Cileno che dopo una missione nel punto cuore del Perù ha chiesto di vivere un cammino di discernimento, un po’ come io l’ho vissuto a Manila. Sarà con noi per 16 mesi. Jessica, 21 anni, degli Stati-Uniti. Sarà con noi 12 mesi. E Charlotte, francese che sarà con noi 10 mesi. Poi ci sono Alejandra, Padre Thibault e Sathish. Sono ritornate a casa Irina che dopo 14 mesi di missione ci ha lasciato il 6 ottobre; et Felicienne, una ragazza senegalese che ha passato 3 mesi con noi. Dopo i diversi cambi, in tutto per quest’anno saremo sette persone di sei nazionalità. Non male vero?

Il mese di settembre è stato davvero ricco di avvenimenti, di grazie, di bellezza; voglio allora condividere con voi l’avventura di Kirikou.

SI’ L’AMORE PUO’ SPINGERCI MOLTO LONTANO (St. M.M. Kolbe)JPEG - 120.8 Kb

Come sapete, a noi di Punto-cuore piace offrire ai nostri amici delle serate culturali che leghano il nostro carisma di compassione all’arte, alla musica, alla danza, al teatro, ecc. Qui in senegal per lo scorso marzo abbiamo organizzato una rassegna teatrale “Kirikou e la strega” per i venti anni di presenza in Senegal. Dato che i nostri bambini sono stati davvero formidabili, molti nostri amici ci hanno invogliato a rifare questa rassegna teatrale al teatro nazionale, vicino al palazzo presidenziale.

Avendo riflettuto a lungo e ricevendo il parere dei nostri bambini e adolescenti (gli attori) ci siamo messi come data il 22 settembre ed allora la grande avventura è ri-iniziata. Alejandra si è accorta che i bambini sono cresciuti un po’ (da marzo a settembre) allora ha dovuto riaggiustare o allungare alcuni vestiti da scena, la coreografia ha dovuto essere rivista e arricchita, la scenografia modificata, e soprattutto le ripetizioni sono ritornate. Avreste dovuto vedere il volto dei nostri “attori” quando per la prima volta hanno messo il piede nel teatro, e parlo del teatro nazionale, l’unico in Senegal fino all’anno scorso, construito dal primo presidente senegalese L.S. Senghor e dove i Jakson 5 hanno dato dei concerti. Lo stupore regnava sui loro volti, facendo i primi passi sul palcoscenico, toccando con delicatezza il sipario rosso velluto, le sedie fisse e ben disposte, le porte di pelle nera. Che meraviglia... tutto cio’ è durato una decina di minuti dopo i quali si sono subito affezionati ed hanno iniziato a correre dappertutto, e hanno iniziato a giocare a nascondino. Un gioco ben adatto ad un teatro enorme di 1000 posti a sedere.

Tutto il mese di settembre allora è stato consacrato a quest’avventura. Alternando ovviamente il tutto con le visite ai nostri amici del quartiere, invitandoli a venire. C’era poi tutto il lavoro di pubblicità del quale mi sono in parte occupato. Ovunque abbiamo cercato di distribuire i pannelli pubblicitari: nelle Chiese, nei circoli educativi, all’università, nelle scuole, nei ristoranti, nei magazzini, nei negozi di bambini, nelle strade, al porto ecc.

P. Thibault con Irina sono stati i mettori in scena, dunque noi li seguivavamo per poter mantenere il silenzio. Ognuno di noi si è donato corpo e anima affinchè non solo questa rassegna teatrale sia ben presentata ma anzitutto e sopratutto affinchè l’amicizia tra i giovani e con noi cresca, si rafforzi, diventi vera! E durante ogni ripetizione, durante ogni momento in cui è stato opportuno ricordarlo l’abbiamo ripetuto: “questo spettacolo che stiamo preparando, non ha altro scopo di far crescere l’amicizia tra di voi e con noi”.

L’AMICIZIA E’ ESPERIENZA DI PATERNITA’...

I giovani, cristiani e musulmani, hanno davvero ben recitato e non posso solo mettere in evidenza l’eccezzionale successo della serata, più di 1.300 persone sono venute ad applaudire le nostre “star”, c’erano talmente tanti bambini che siamo stati costretti a metterli due per sedia, ma davvero lodo tutta l’organizzazione che c’è stata, il lavoro fatto, le energie offerte, le preghiere esaudite e certamente la consapevolezza che tutto è offerto a Dio come un inno alla vita. In comunità ci siamo tutti occupati di tutto, lo stress non ci ha fatto perdere i nervi. Penso che ciò è dovuto al fatto che ci sentiamo davvero dei padri e delle madri per i nostri bambini e inoltre, attraverso la presa di coscienza delle nostre fatiche e dei nostri limiti abbiamo potuto vivere un’esperienza di abbandono alla provvidenza che ci ha tanto aiutato. Ho capito allora che la nostra vita è davvero un dono, è totalmente “proprietà” del popolo al quale siamo inviati.

PERCHE’ KARABA LA STREGA E’ CATTIVA?

Poco a poco ci siamo resi conto che quest’avventura di Kirikou è stata davvero una lezione per la nostra vita, e dal punto di vista filosofico è molto oggettiva. Kirikou pone la questione per antonomasia a sua madre; la domanda più importante: perchè? Non solo domanda come io devo vivere?, ma perchè io vivo?, qual è il senso della mia esistenza e dell’esistenza degli altri?. Allora Kirikou vagabonda di là e di qua per sapere. Dunque, consulta prima di tutti sua madre, poi il vecchio del paese, poi suo zio, poi il saggio della montagna. Le sue domande sono pertinenti e costanti: perchè Karaba la strega è cattiva? perchè il male esiste? Perchè ci sembra che ci sono delle persone consacrate al male? Delle persone che fanno la guerra? Delle persone che si rovinano e rovinano gli altri? E finalemente il piccolo Kirikou ottiene la risposta che desidera dopo una ricerca che gli è costata tanta fatica. Egli scopre che nella schiena della strega c’è una spina che le fà male, talmente male che non riesce a vedere il bene che la circonda e per questo la purezza di Kirikou, la infastidisce. ‘Microbo, gli dice la strega, non voglio contrattare con te poichè non hai molta sostanza’. Ma Kirikou è piccolo e puro! Allora in un modo misterioso, riesce a liberarla. In altre parole, Kirikou non ha paura di affrontare il male. Non ha paura di affrontare la strega. E quest’ultima, una volta liberata scopre la bontà della vita. Non solo la sua vita si tranforma ma tutto le sembra più bello, più reale: i fiori riprendono vita, gli uccelli ritornano a fischiettare, il sole ritorna, insomma la vita ri-vive e alla gente del villaggio ha bisogno di tempo per capirci qualcosa...

Tutto cio’ mi fà pensare a tanta gente che soffre la solitudine. Spesso durante le nostre visite, ci rendiamo conto che esistono tante ‘Karaba’, tanta gente che soffre per un male o per un altro, tanta gente che soffre a tal punto d’aver perso la speranza, la voglia di vivere. Ed ecco che noi, nel nostro piccolo, alimentati dall’adorazione quotidiana, dalla Messa, dalla recita del rosario, aiutati da voi cari padrini, riusciamo ad essere dei piccoli Kirikou. Grazie alla fede riusciamo ad essere una presenza. A queso punto lascio la parola al Santo Padre FRANCESCO che nella Enciclica LUMEN FIDEI ci dice: “57. La luce della fede non ci fa dimenticare le sofferenze del mondo. Per quanti uomini e donne di fede i sofferenti sono stati mediatori di luce! Così per san Francesco d’Assisi il lebbroso, o per la Beata Madre Teresa di Calcutta i suoi poveri. Hanno capito il mistero che c’è in loro. Avvicinandosi ad essi non hanno certo cancellato tutte le loro sofferenze, né hanno potuto spiegare ogni male. La fede non è luce che dissipa tutte le nostre tenebre, ma lampada che guida nella notte i nostri passi, e questo basta per il cammino. All’uomo che soffre, Dio non dona un ragionamento che spieghi tutto, ma offre la sua risposta nella forma di una presenza che accompagna, di una storia di bene che si unisce ad ogni storia di sofferenza per aprire in essa un varco di luce. In Cristo, Dio stesso ha voluto condividere con noi questa strada e offrirci il suo sguardo per vedere in essa la luce. Cristo è colui che, avendo sopportato il dolore, « dà origine alla fede e la porta a compimento » (Eb 12,2)”. Certo, noi non saltiamo sulla schiena dei nostri amici per liberarli dal male, ma con la nostra amicizia facciamo loro capire che il bene esiste, che noi possiamo portare con loro il male che li fà soffrire, fino a non dormirci la notte, tant’è vero che non siamo tranquilli pensando al loro male. Ed è bello scoprire la potenza della semplice presenza che accompagna, rassicura, dà forza, sostiene e compatisce!

Ecco cari padrini, spero non esser stato troppo lungo, vorrei condividere con voi ancora tante belle cose le quali vivo ogni giorno e del quale sono meravigliato, tanta è la grazia che Dio mi permette di vivere in questo straordinario paese.

Vi porto nelle mie prehiere quotidiane e mi affido alle vostre. Il 21 ottobre iniziero’ il mio secondo anno di filosofia. Non esitate ad affidarmi delle intenzioni.

Vostro in Cristo

ABOU-BÂ

Cesare Linguetta Point-Coeur ST. Monique Arafat, Grand-Yoff B.P. 13099 Dakar SENEGAL