Notizie di P.Pietro dall’India

Cari amici, finalmente p.Pietro ci ha scritto delle notizia dall’India, infatti sono passati alcuni anni dalla sua partenza, ma nessuno di noi ha dimenticato la sua permanenza qui ad Afragola. Ecco allora cosa ci racconta:

Dopo 3 anni in India, mi rendo conto che se si dimentica un po il gusto delicato della mozzarella e della pasta al forno, non si possono però dimenticare i volti degli amici di Afragola. Anche se la vita qua è abbastanza intensa e piena anche di tante persone da servire e amare.

Prendiamo per esempio questa giornata:

Dopo la preghiera della Mattina e la collazione vado verso la cameretta di Delip. Sta già aspettando nel suo letto. Il nostro amico vive ora con noi da più di 6 anni. Dall’ età di 7 anni è handicappato. Ha bisogno dunque, ogni giorno uno di noi per fare il bagno, pulire i suoi vestiti o dargli da mangiare e occuparlo un po nel pomeriggio... Anche se questa situazione è un po esigente, ci sono tanti momenti di intensa amicizia con lui, che indicano un cuore per niente handicappato. Gli piace tanto scherzare... ci guarda ogni tanto con il suo sguardo malizioso...comunica tanto con i suoi occhi e il suo sorriso proprio immenso!

Delip ha una bella famiglia che viene a visitarlo fedelmente. Pero la situazione a casa era difficile: suo fratello più giovane e anche la mamma non lo accettavano... Allora Delip che conoscevamo già da parecchi anni aveva chiesto di venire a vivere nel nostro bel Giardino: lui è stato la prima persona che abbiamo accolto. Come lui, accogliamo persone che cercano un luogo dove sono accolte come sono, malgrado l’ handicap, la malattia (l’ AIDS per esempio), la povertà... è un po come un rifugio ma anche un luogo per crescere in un ambiante familiare. Ecco il bagno è finito per Delip. Lo porto nel “dinning” per la collazione. In cucina Dominic e due volontari sono già impegnati a preparare i legumi per il pranzo – tipicamente indiano: riso in salsa di legumi e lenticchie. E’ buono, ma non vi fa ingrassare molto ! Delip ed Elsa

Ecco che arriva Elsa sulla sua sedia a rotelle. Viene a salutare Delip con il quale ha una bella amicizia.

La mattina è spesso abbastanza calma, sopra tutto perchè i bambini sono a scuola. Oggi sono tornati con un grande sorriso. L’esame è andato bene. I nostri sette bambini provengono da famiglie molto povere – anche al livello culturale : tanti genitori non sanno nè leggere nè scrivere. Questo è un periodo di esami, tutti i giorni 2 o 3 di noi danno 2 o 3 ore di ripetizioni. Nel pomeriggio andiamo ogni tanto a visitare qualche famiglia che conosciamo nei paesi vicini. C’è anche l’Ospedale per i lebbrosi dove vado ogni sabato. Là, celebriamo la Messa e cerchiamo di incontrare alcuni di loro perchè vivono tutti in una grande solitudine.

Due settimane fa, Ranganadan, un nostro amico è morto proprio là. Aveva trascorso più di 60 anni nell’ ospedale che era diventato come la sua casa, la sua famiglia. Alla fine del pomeriggio passo un po di tempo in adorazione davanti al Santissimo prima della Messa dove siamo tutti radunati intorno all’altare dove il Signore si offre. Ogni tanto – almeno una volta alla settimana, do’ una piccola catechesi o studiamo qualcosa insieme per approfondire la nostra fede o scoprire un po di più la grande cultura del nostro popolo indiano. I nostri volontari hanno sete di essere educati. Questa è più specificamente la mia missione: accompagnarli affinché vivano fino in fondo la loro esperienza del carisma Punto Cuore. E’ vero anche che la missione non è sempre facile : aiutare delle persone spesso ferite e povere è esigente. Visito anche ogni tanto due altre case Punto Cuore: una si trova nella piccola città di Chengalpet. Là vivono 4 ragazze. L’altra casa si trova in un piccolo bidonville del nord della grande città di Chenna in cui vi abitano invece 3 raggazzi. Tutti fanno un lavoro bellissimo nei loro quartieri. Vedete, la missione è bella, rendo grazie di poter servire tutti questi volti che sono diventati cari con il passare dei mesi e degli anni.

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