Cesare - Lettera 01/2012

Qui, in questa straordinaria missione basta uno sguardo, un appello, un grido di confidenza, una parola di riconoscenza ed eccoci in piedi; pronti a imbarcarci in un’avventura che dona il significato alla vita. Questo Tesoro che io scopro un po’ di più ogni giorno, sono chiamato a condividerlo ed è per questo che mi permetto di scrivervi questa lettera ai padrini. Ogni giorno, ricevo quest’amore da Dio che mi fa’ diventare più cristiano, ma quest’avventura non finisce qui. Quest’amore non può essere che una semenza di vita condivisa, donata. Con questo popolo filippino, di cui m’innamoro sempre di più, è nata una confidenza che fa’ sorgere una preoccupazione, una passione ed un legame. La gente di qui può chiedere:“Perche? Perché fai questo?” la risposta è: “Perché attraverso di te amo, servo, vedo il Cristo mio Dio!”

SECONDO NATALE IN ASIA

La Bontà suprema non poteva non creare che altra bontà durante la giornata di Natale. Infatti, già dalla Veglia alcuni giovani ci hanno accompagnato per la messa. La messa di Natale l’abbiamo celebrata a casa, grazie a padre Pietro. Molte famiglie ci hanno visitato e sono restate per la messa, Ate Luz e Ate Angi, Ate Natividad, Ate Elisabeth. Ogni amico venuto gratuitamente rifletteva sul suo volto la bontà nascosta del suo cuore, vivendo meglio di chiunque l’equilibrio tra il Natale ed il senso della festa. Ate Luz, rispondendo a una domanda di padre Pietro, ci ha detto: “oggi celebriamo la nascita del figlio di Dio che per riscattarci dal nostro peccato, si e’ fatto uomo!”

Durante la giornata di Natale c’era musica ovunque, le casse di birra erano svuotate una dopo l’altra. I microfoni dei karaoke passavano a mano a mano. I bambini erano tutti nel loro splendore e mi chiamavano da lontano semplicemente affinché io potessi notare i loro vestiti e i “sandali” nuovi. Lo sguardo d’ognuno mi chiamava a vivere una vera trasfigurazione natalizia. Non sognavo ad occhi aperti ma attraverso la bellezza degli incontri che vivevo, della bontà che mi era offerta, scoprivo il riflesso di colui che è tutto bontà: il verbo fatto carne!

ATE FELLY

Vi ho già parlato di Ate Felly in una mia precedente lettera. L’8 gennaio scorso, infatti, ricorreva il primo anniversario del suicidio di sua figlia Gracy. Poiché andando a Messa passiamo per il ponte di Navotas, Ate Felly, ogni volta che ci vedeva ce lo ricordava affinché ci recassimo per quel giorno a recitare il S. Rosario. L’otto Gennaio la pioggia era persistente qui e sotto il ponte, in questa cappella nascosta, dove contemplare Dio attraverso i nostri amici, non mi è difficile, l’atmosfera era molto toccante. Durante la recita del Rosario lo sguardo di tutta la famiglia era orientato verso la foto di Grazy posta tra le statue e le candele. Ate Felly non ha smesso di piangere, quasi ogni Ave era presentata alla Vergine con una sua lacrima. Questo momento che ho vissuto particolarmente, mi ha avvicinato di più a questa famiglia che amo tanto, ancora una volta mi sono stato educato ed è stato gettato le buone sale per nutrire il seme che Dio ha posto nel mio cuore.

Se vuoi leggere tutta la lettera di Cesare, diventa suo padrino o madrina!