Novembre 2012

Non ho voluto aspettare molto tempo per scrivervi questa seconda lettera, tanta è la gioia che provo nel poter essere seminarista in questo paese che tanto amo; contaminato dalla grazia senegalese, non sogno più ma vivo, vivo questo sogno della felicità che si prova ad essere cristiani!

Ho iniziato dunque gli studi di filosofia. Alle 08.00 iniziano i corsi. Il centro offre corsi di filosofia e teologia ed è stato fondato per i seminaristi delle differenti comunità presenti a Dakar. Io sono l’unico bianco su 85 seminaristi. Durante i corsi mi rendo conto che non sono lì per caso, ma che sia io, sia gli altri ragazzi siamo tutti stati scelti, “chiamati” dal Signore ad essere operai della sua messe.

Sono otto i corsi che seguo: introduzione alla filosofia, filosofia antica, filosofia politica, latino (primo e secondo anno) logica (primo e secondo anno) e metodologia.

La Comunità: P.Tibò, Sophie, Irina, Cesare, Satish, Elisabeth, Alejandra e Consuelo
Il pomeriggio, dopo il rosario recitato nella nostra cappella di punto cuore, sempre in compagnia dei bambini che fanno a gara per poterlo animare, lo passo a studiare. Spesso mi distraggo poiché alla finestra c’è sempre qualche bambino che ci chiama in media ogni 4 minuti, a Sathish e me; mentre pian piano riusciamo a far capire a un bimbo che stiamo studiando e che finalmente decide di lasciarci studiare ma, ecco che invece ne arriva un altro; ah! La pazienza...! Solo il fine settimana faccio le visite ai nostri amici del quartiere...

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Quando il professore di latino del primo anno, alla sua prima ora di lezione ci ha chiesto di presentarci, non immaginavo che ne avrei ricavato un’esperienza che mi avrebbe fatto crescere. Dopo che il primo seminarista si era presentato, il prof ha chiesto alla classe se avevamo delle domande da fare. Vedendo che nessuno si lanciava, io ho chiesto: “Est ce que tu es heureux?”-Sei felice?-. Devo confidarvi che la mia domanda, non usuale, ha un po’ lasciato perplessa tutta la classe, forse era una domanda ovvia. Il seminarista in questione offrendomi un sorriso un po’ sorpreso un po’ imbarazzato è tornato al suo posto senza rispondere alla mia domanda. Man mano che il resto della classe si presentava, il prof, avendo ripreso la mia domanda, la poneva ad ognuno. Due risposte in particolare hanno conquistato la mia attenzione e dalle quali ho ricavato un’esperienza...

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Vi auguro allora un buon tempo d’avvento, il Signore possa far crescere in voi, vivendo quest’anno della fede, la gioia d’essere cristiani e l’audacia di trasmetterla.

Yalla na leen Yalla barkëll!!! Dio vi benedica

Cesare

Se vuoi leggere tutta la lettera di Cesare, diventa suo padrino o madrina!

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