Lettera n. 5

Dicembre 2016

Carissimi Amici e Padrini,

Sono venuti a Roma “i grandi” del gruppo ministranti: Gennaro, Filippo, Alessio, Irené e Francesco! Abbiamo fatto i pellegrini ed i turisti insieme; é stato bello ritrovarci, semplicemente per vivere l’amicizia sui passi di San Filippo Neri.

LA PREGHIERA

“L’abisso più profondo, la vetta più alta, la sostanza più schietta dell’umano desiderio si possono esprimere con queste poche parole: l’uomo vuole Dio”!

Quando prego, mi metto semplicemente alla presenza del Signore. Poi, ricevendo con molto piacere nel mio cuore le tante intenzioni affidatemi, sia in azione di grazia che di richiesta, le presento a Dio. Allora la mia preghiera personale é sempre abitata dai vostri volti che, fissando IL Volto, mi fanno entrare nella grande comunione dei santi. Il tempo di preghiera mi sembra sempre breve, anche alla fine di un’ora d’adorazione. C’é un bel passo di Romano Guardini che riassume un po’ il mio pensiero: “É bello, nella preghiera, pensare alle persone che ci sono care; conoscendole nell’amore, toccare le loro particolari difficoltà, bisogni, desideri e portarli davanti a Dio. É bello sentirsi uniti, nella nostra sollecitudine per le persone amate, con la sollecitudine di Dio e di dirsi che chi amiamo é al sicuro in questa collaborazione. Questo dà calma e fiducia. L’affanno perde quanto aveva di affaticante e tormentoso. E anche se poi ritorna, la breve pausa della preghiera c’é pur stata e ha sollevato l’anima”.

LA PROVVIDENZA Quando sono arrivato a Roma, mai come prima la provvidenza mi si é manifestata sotto ogni aspetto: cibo, coperte, vestiti, libri, lenzuola... AMICI! Arrivare in una nuova città, nuova università e nuovo ritmo di vita può, a prima vista, spaventare. Ma quando si é abitati dalla Divina Presenza, tutto si trasforma in un’invocazione: “Signore Guidami affinché io faccia la Tua volontà”! le porte si aprono, gli amici sono donati e si manifesta ciò che tanti chiamano la divina provvidenza. Ma che cos’é? Ancora una volta cito Guardini: “La vera Rivelazione della grandezza di Dio é nella dottrina della divina provvidenza. Quello che nell’onniscienza ci sgomenta, nell’onnipotenza é impensabile e in una saggezza che governa i fili più segreti dell’essere ci confonde, diventa qui semplicemente amore ed il grandissimo diventa Padre. (...) tutto ciò che accade, anche se pesante, amaro, incomprensibile, é messaggio e figura della grazia. Vivere nella provvidenza significa vivere in accordo con la volontà di Dio, anche contro i propri desideri. Quest’accordo si attua nella sua forma più pura, nel ringraziamento. Per essa accettiamo dalla mano di Dio anche le prove più dure, che sembrano volerci annientare. Non é una cosa facile e non dobbiamo illuderci; cerchiamo di andare avanti solo fin là dove ci portano le nostre forze ; esse possono però più di quanto il nostro sentimento immediato crede. Sorretto dalla fede, il ringraziamento potrà innalzarsi a Dio anche nelle ore più buie, e nella misura in cui vi riuscirà, esse verranno trasformate, ed il peso vi sarà più lieve”.

L’AMICIZIA

I membri e gli amici di Punto Cuore prendono molto sul serio il criterio dell’amicizia, della compassione. Il desiderio del bello, del vero e del giusto è sempre presente nelle cose che si fanno. Allora in ogni avvenimento che vivo ed in ogni esperienza che faccio, cerco di guardare oltre al momento presente ; non per fuggire ma per dilatare lo sguardo, per non chiudermi in gabbia, ma per vedere sempre uno spicchio di speranza, anche quando ci sembra che tutto vada a rotoli. Nessun essere umano può vivere da solo; esso, poiché é un essere indigente, ha bisogno dell’altro, direi che é dipendente dall’altro. Da anni, con grande sete, cerco di vivere a pieno questo grande (oserei dire) mistero dell’amicizia. Vogliate perdonarmi se ancora una volta cito questo grande colosso della teologia che é Guardini. Ho letto un suo libro che vi consiglio, si chiama “introduzione alla preghiera”. É semplice, conciso e mi ha fatto tanto del bene; é da questo libro che ho preso le diverse citazioni che ho menzionato. “Quando un uomo ne ama un altro, lo ama veramente, e non sente per lui soltanto stima, simpatia o desiderio, ma si trova con lui in quel rapporto di intima unione e di mutuo abbandono, che é il senso della parola “amare”, allora egli prova davanti all’essere amato una sempre nuova meraviglia, e può giungere un momento nel quale egli in verità dice: “ti ringrazio perché sei cosi’; ti ringrazio perché ci sei”. Non si può misurare questo con l’intelletto, ma il cuore lo capisce. Nell’uomo questo mistero é solo adombrato, il suo vero e proprio compimento lo riceve in Dio. (...) perciò é importante, estremamente importante che l’uomo impari a rendere grazie, egli deve spogliarsi di quell’indifferenza che accoglie l’esistenza delle cose come un fatto naturale. Nulla é naturale, tutto é dono.

Nel momento in cui vi scrivo mi vengono in mente diversi volti, amici con i quali queste parole prendono carne. Vi cito però Gaetano, che vive nell’ASL di Cardito, dove il Punto-Cuore fa apostolato fedelmente da più di 10 anni. Gaetano é originario delle Salicelle ed é grazie a lui che abbiamo iniziato le visite lì. Passare del tempo con lui é così bello, così semplice. Non la smette di dirmi: “posso dirti una cosa?.... ti voglio bene”! Gaetano si trova lì perché non ha famiglia. Ha sì dei problemi fisici e mentali, ma é cosciente di ciò che vive; ha un cuore grande ed é molto buono! É così felice di ricevere una visita che lo si vede nei suoi occhi: con lui davvero tutto é dono ed... il cuore lo capisce!

In questa lettera dunque, oltre a farvi i miei migliori auguri di un buon anno 2017 affinché sia davvero pervaso dalla Presenza divina del Signore, colgo l’occasione per ringraziarvi per il vostro sostegno: spirituale, economico e morale. Voi mi permettete di vivere e per questo siete per me un dono esistenziale !

Un abbraccio,

Cesare