Lettera n. 4

Ottobre 2016

Carissimi amici e padrini,

Spero che questa estate abbiate potuto prendere qualche giorno di riposo, da soli o in famiglia.

Eccomi ritornato in Italia dopo questa grande esperienza delle GMG, in Polonia, un mese di lavoro a Parigi e dopo aver vissuto lo stage di formazione per i futuri volontari di lingua francese, nella casa madre di Punto Cuore a Compiegne.

E stato questo il motto scelto da Papa Francesco per le XXXI Giornate Mondiali della Gioventù che io ho potuto vivere insieme a sei ragazzi di Afragola: Francesco, Irene, Filippo, Giovanna, Maria e Imma.

Abbiamo iniziato il nostro “pellegrinaggio interiore” incontrando, a Varsavia, altri settanta giovani di 14 diverse nazionalità, che, come noi, vivono nel loro quotidiano del carisma di Punto Cuore. É stato intenso poter condividere del tempo insieme a loro. Infatti nella prima settimana, pre-gmg, abbiamo vissuto tre giorni di ritiro a Niepokalanow, non lontano da dove San Massimiliano Maria Kolbe ha iniziato la sua grande opera missionaria. Ci siamo poi trasferiti nel nord, a Zielona Huta, passando per Torun, città di Niccolo’ Copernico, accolti da una famiglia amica del PC. Sempre animati dalla preghiera quotidiana, abbiamo passato insieme del tempo, gratuitamente, per condividere il nostro cammino di fede e per poter rendere grazie Dio per la fortuna di conoscere persone che hanno incontrato Cristo e che, nel loro quotidiano, lo portano agli altri attraverso la propria presenza. Ci siamo anche recati in pellegrinaggio a Czestochowa, nel santuario Nazionale mariano, caro a St. Giovanni Paolo II.

Giovanna mi ha colpito per la sua attenzione alle piccole cose, ai piccoli dettagli; Maria per la sua discrezione e per le piccole condivisioni che lei viveva con gli altri, pur non parlando la stessa lingua. Imma per la sua apertura e disponibilità. Francesco, Irene e Filippo sono stati veramente il motore del gruppo con la loro energia, con la loro forza di far cantare il gruppo con dei ritmi inventati al momento. Con la loro fierezza di essere napoletani, hanno fatto dei miracoli d’amicizia, dando coraggio a chi era timido. Sono stato davvero fiero del cammino vissuto con loro. Sapete bene che durante mesi ci siamo preparati incontrandoci ogni sabato intorno ad un testo del papa, oppure di un maestro di vita. Tutti lì sono stati molto fedeli agli incontri di preghiera, ai diversi appuntamenti di gruppo ed hanno utilizzato bene il tempo libero che avevano a disposizione per aiutare qualcuno a stendere i vestiti, raccogliere della legna per il fuoco...

La settimana delle GMG vere e proprie, abbiamo vissuto il grande incontro con il papa Francesco e con più di due milioni di giovani. Non posso esprimere la letizia interiore che ho provato nell’essere in ginocchio per la Via Crucis, per l’adorazione durante la veglia, in un silenzio così abitato dalla Presenza. La pioggia, il sole, le lunghe file per avere i nostri pasti non ci hanno impedito di gustare il momento presente, la bellezza di queste giornate così intense. Anzi, era l’occasione per incontrare altri giovani che venivano da ogni parte del mondo!!!

Molti si sono complimentati per questi giovani che con la loro grinta hanno saputo portare avanti un gruppo così numeroso. Il merito è tutto loro. Con voi rendo grazie a Dio per Giovanna, Imma, Maria, Francesco Irené e Filippo ma anche per la generosità di tante persone che ci hanno permesso di vivere questo tempo santo, accompagnandoci con le loro preghiere e d’averci offerto la loro partecipazione economica.

ADESSO

Nel mese di agosto ho lavorato in una casa di ritiro per suore anziane; è stata un’esperienza molto forte perché ho potuto vedere sul loro volto un’evidente pace interiore. Ciò mi ha spinto a cercarne il segreto e l’ho trovato semplicemente pregando. Ho “capito” che è grazie al fatto che hanno saputo rispettare la preghiera delle lodi e dei vespri, la recita del rosario ogni giorno, attingendo alla santa messa quotidiana che hanno potuto acquisire quella bontà che pacifica chi le incontra. Molto di più… È nella fedeltà alla loro famiglia religiosa, al Carisma che le caratterizza ed alla vita comunitaria che essere sono libere interiormente. Non era la prima volta che facevo questa esperienza lavorativa; molte suore già le conoscevo e mi hanno ricordato che pregano per me: che benedizione !!!

Questo lavoro, mi ha permesso non solo di contribuire economicamente ad una parte dei miei studi ma anche di vivere quell’esperienza lavorativa che molti di voi vivono ogni giorno.

Ho potuto ri-incontrare Sr Germaine, che questo mese compie 90 anni; anche lei mi sostiene spiritualmente. Abbiamo deciso che insieme, ogni giorno in momenti e luoghi diversi, reciteremo una stessa preghiera alla Vergine Maria per sostenerci l’uno con l’altra.

Suor Germaine mi ha fatto scoprire una dimensione della Ave o Maria che ha preso più valore per me. Quando recitiamo l’Ave Maria infatti, noi le chiediamo sì di pregare “nell’ora della nostra morte” ma prima e ovviamente “adesso” .

Questo adesso mi ha introdotto ad una relazione filiale più profonda con la nostra mamma del cielo. Dire “prega per me” o “prega per noi” “adesso” è come invocare un aiuto concreto “subito”. Ovviamente anche il suo esempio concreto mi ha molto colpito: Suor Germaine si occupa sin dal secondo giorno che si trova in questa casa, di Madame Marie-Jo, una signora che soffre della malattia di Alzheimer e purtroppo non cammina, non parla, non discute, non può concretamente far niente. Sr Germaine le tiene la mano, l’aiuta a mangiare, la porta nel giardino spingendola con la sedia a rotelle. Ella non si sente mai dire “grazie” oppure “sei gentile”. Lei lo fa in modo gratuito ed è questo che la rende davvero un esempio ai miei occhi.

Cari amici e padrini, sono talmente grato a Dio per gli amici che ho, amici che mi trasmettono autorità, che mi fanno gustare il bene, il bello, il vero, che mi rendono partecipi della bellezza della loro vita. Indegnamente sono testimone di tante grazie, di tanti miracoli... avrei ancora tanto da dirvi, sono così felice !

Dio vi benedica, Cesare