Lettera n. 2

Maggio 2016

Carissimi amici e padrini,

“Devo confessarlo? Non avessi conosciuto il Cristo, “Dio” sarebbe stato per me un vocabolo vuoto di senso. Salvo il caso d’una grazia particolarissima, l’Essere infinito mi sarebbe stato inimmaginabile, impensabile. Il Dio dei filosofi e degli eruditi non avrebbe occupato nessun posto nella mia vita morale. C’é stato bisogno che Dio s’immergesse nell’umanità e che a un preciso momento della storia, sopra un determinato punto del globo, un essere umano, fatto di carne e di sangue, pronunciasse certe parole, compisse certi atti perché io mi gettassi in ginocchio. Se il Cristo non avesse detto:

“Padre nostro...” io non avrei mai avuto da me stesso il senso di questa filiazione, questa invocazione non sarebbe mai salita dal mio cuore alle mie labbra. Io non credo che a ciò che tocco, che a ciò che vedo, che a ciò che s’incorpora nella mia sostanza; ed è perciò che ho fede nel Cristo”.

F. Mauriac , « Prefazione », in Vita di Gesù, 1937

É questa lunga citazione di François Mauriac che riassume un po’ queste ultime settimane di studi. Mi sto cimentando nello studio di materie interessanti e abbastanza difficili come Teologia Trinitaria, Cristologia, Sinottici, Profeti... lo studio dell’ebraico è ciò che trovo particolarmente difficile. Nonostante le tre ore al giorno che dedico a questa lingua, ammetto di non essere molto bravo. Ogni materia pero’ mi porta ad allargare il mio cuore e vivere in modo più serio sia la mia vita di preghiera che la mia vita morale. Ho dei buoni professori che amano ciò che insegnano e ciò è un grande aiuto per lo studente. Ogni giorno sono sollecitato a testimoniare ciò che studio, attraverso la mia attitudine, i miei gesti, le mie parole. É esigente. É una lotta quotidiana. Ma la grazia è li’, nelle parole “dacci oggi il nostro pane quotidiano”. Non mendichiamo forse la grazia di cui abbiamo bisogno per poter andare avanti? Per poter fare la sua volontà?

Per amare, servire, comprendere, vivere il Mistero c’è bisogno di una spontanea inclinazione che non nasce solo dallo studio ma dalla pedagogia che Cristo ci ha insegnato. Sia nel seminario (in settimana) che al Punto-Cuore (nei week-end), mi accorgo della grande misericordia di Dio nei miei confronti. Questa misericordia si traduce in impatti che danno vita ad una certezza, ad una necessità, ad una carica esistenziale che diventa una certezza innegabile per la mia vita: Cristo mi ha scelto, mi ha chiamato!

L’impatto non scaturisce da me. Lo ricevo e lo vivo. É l’esperienza che mi si presenta e mi fa sempre più innamorare della mia vocazione sacerdotale che voglio vivere a pieno nel movimento Punto-Cuore. L’esperienza pone davanti ad un rischio, ad una lotta continua. Bisogna allora mettersi in gioco e decidere: Dio si o no? Voglio davvero che Cristo cambi la mia vita? Voglio davvero che nella mia vita si compi il progetto che Dio mi “im”-pone? Nei miei studi sono veramente spinto a non negare che Cristo mi voglia bene e che lui corrisponde esattamente al mio desiderio di donarmi. Pian piano penetro nel Mistero dell’Incarnazione. Cosa inaudita, Dio si è fatto carne. Era per lui una necessità? No! Ma lo è diventata per dire all’uomo quanto bene gli vuole e quanto Egli ci tiene affinché l’anima nostra non vada persa.

Ci sono poi degli impatti concreti che me lo fanno capire. Come per esempio la testimonianza dei genitori di M. che con molta semplicità mi hanno detto: “Vuoi sapere cosa per me è Punto-Cuore? L’amicizia! Nel senso vero e profondo. I volontari sono li’ quando la Croce è pesante da portare, ma anche quando c’è una gioia da condividere. Ci sostengono attraverso la loro presenza e sono li’ quando ne ho bisogno. Siamo fortunati ad averli dietro l’angolo: sono i miei santi viventi e vogliamo loro bene”.

Il tempo che sto passando in seminario lo sto vivendo in un clima sereno e gradevole. Lo so che sono fortunato: mangio, bevo, prego, ho pure una bella vista e la facoltà è a due passi. Scopro che è bello potersi aprire alla grandezza dell’altro, concretamente stando alla sua scuola, così come sono stato educato dal mio movimento. Come sapete, qui, faccio parte di un anno formativo composto da 14 seminaristi. É bello vedere che nel gruppo ci sono dei veri strumenti di Dio, dei veri uomini di preghiera. Mi sento gratificato per il dono che Dio mi fa ma anche nel vedere la sua grandezza, la sua misericordia nell’altro. Sono ormai quasi otto mesi che vivo qui. Siamo più di settanta e c’è il quieto vivere, lo stare insieme, il cameratismo, ma oggi posso dire che ho anche qualche amico. Voi che mi leggete da anni sapete che per me questa parola è sacra.

Un’altra cosa che mi ha molto colpito in queste ultime settimane sono stati i giovani della nostra parrocchia. Come sapete, in seguito ad un’amicizia con qualche bambino, è nata una squadra di calcio, la “Rosario Vittoria” che ora conta più di 40 membri. Questa squadra è nata per concretizzare quest’amicizia. I giovani che si occupano di questi bambini, (alcuni oggi sono adolescenti), sono per me dei veri maestri. Donano il loro tempo, le loro energie in modo così gratuito che, attraverso di loro, cresce il mio amore per Punto-Cuore. L’amore e l’attenzione che hanno per questi ragazzi, l’amicizia che li lega è davvero impressionante, così bella che è coinvolgente. Basta guardarli insieme, basta guardare i loro volti, i loro sguardi per capire che quest’amicizia che li lega è vera. A loro fa del bene stare insieme, sono davvero felici. C’è però da sottolineare che loro si sacrificano molto. Per ogni allenamento, per ogni partita, i giovani fanno il giro, casa per casa, per cercarli e poi riaccompagnarli. Questo tre volte a settimana. Si interessano della condotta scolastica dei bambini, di visitare le loro famiglie, e fanno altro ancora. Alcuni dei bambini, in seguito a quest’amicizia, hanno domandato il battesimo, altri la prima comunione. Per tutto ciò rendo grazie a Dio, poiché a me fa del bene guardarli, imitarli.

Se qualcuno di voi è interessato ogni sabato pomeriggio ci sono le partite. So che fare il tifo fa bene alla salute!!!

Ringraziandovi per il vostro sostegno, vi comunico che con un piccolo gruppo della Parrocchia del Rosario parteciperò alle prossime Giornate Mondiali della Gioventù che quest’anno si terranno in Polonia. Affido questi giovani alle vostre preghiere.

In Cristo, Cesare