La fine dei tempi



articolo tradotto dal nuovo blog



«Un giorno…», «Il giorno seguente…», «All’ora sesta…», « All’ora nona…», «Tre giorni…» Senza dubbio, tutti gli eventi di cui racconta il Vangelo sono situati nel tempo... in un tempo molto lontano ora, anche un po ’strano ... Già i cristiani del II sec. si lamentavano del fatto che il Messia fosse andato via da troppo tempo ... Essi imploravano il suo ritorno ... ... Hanno aspettato e non l’hanno visto accadere ...

Ormai sono venti secoli che nessuno Lo ha più visto... Lo si attende ... Ma soprattutto non Lo aspettiamo più ... In realtà, poco si sa su cosa aspettarsi... chi aspettare... soprattutto perché è lì fino alla fine del mondo ... Lui stesso l’ha detto. Aspettiamo cosa, allora? E’ perché lui era, perché Lui sarà... La fede nel Risorto ci fa entrare in una diversa visione del tempo... La liturgia di ogni giorno crepa il quadro limitato dei nostri giorni, del nostro spazio... Essa celebra Il reincarnato permettendoci di raggiungere l’eterno. Essa realizza continuamente la Pasqua.

In realtà, passato, presente, futuro si sovrappongono e diventano uno nel mistero del sacerdote tocca dalle sue dita... Che lui celebri o preghi, tutti i luoghi a volte sembrano incontrarsi nel suo cuore ... egli sperimenta una sorta di osmosi del tempo, del luogo, dell’essere ... L’amore può vedere in basso, in mezzo e in alto, il passato, il presente e il futuro. Segno stesso della croce! Il tempo del cristiano, è il momento di «Colui che è, che era e che sarà.» E’ un momento che viene da e che va a ... che è anche al di là di... Questo è un tempo che non possiamo mettere tra parentesi, che non può essere separato dal resto ...

In questa luce, il giornalista cristiano non può essere solo giornalista di «notizie» poiché in qualche modo è già risorto, vive in un tempo al di là. Non può solo raccontare i fatti come isolati in quanto è integrato nella storia, e questo fatto si situa in uno scopo, un destino... Al tempo in cui egli parla bisogna sempre aggiungere un «e ...» ("un tempo, dei tempi e la metà di un tempo" [cfr. Ap XII, 14]), nonché lo spazio, nonché gli eventi ...

Il blog che iniziamo oggi, nonostante i suoi enormi limiti è destinato principalmente ad essere cattolico, vale a dire, ha l’ambizione di condurre i lettori al di là di parlare di ciò che parla ogni articolo, vuole consentire a tutti di riconoscere gli eventi del mondo, nelle sue preoccupazioni e sorrisi, attraverso tutto ciò che respira, «l’ Agnello immolato e glorioso», «il bambino più bello degli uomini». Questo blog vuole essere un pellegrinaggio: l’abbiamo cominciato per visitare luoghi specifici e, al di là dei chilometri, siamo condotti al suo cuore... l’abbiamo cominciato per vedere le vestigia del passato, ed siamo proiettati nella drammaticità del suo futuro. Questo blog è come un arcobaleno dai mille colori.

Quando nel 1940-1941, Messiaen compose, nel Stalag Görlitz, il suo Quartetto per la fine del tempo, non si è trattato per lui di illustrare musicalmente l’orrore del Giudizio finale, di commentare l’Apocalisse, ma «solo per motivare il [suo] desiderio della fine del tempo.» Comporre un blog, sarebbe anche andare in un movimento di speranza, e aspettare, in modo attivo, la «definitiva fine dei tempi»...

Per ascoltare un piccolo pezzo del «Quartetto per la fine del tempo»:

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