Discorso d’apertura alla Rassegna Teatrale 2013 di Padre Guglielmo

Santissimo Rosario, luglio 2013

Ho la Gioia di dichiarare aperta la quinta Rassegna teatrale del SS. Rosario. Tanto lavoro, tant’impegno, perché? Che cosa ci spinge a rischiare nel teatro?

Per primo, la straordinaria possibilità di guardare la vita quotidiana. Guardala, riderne, godere dell’ironia cosi tipica e cosi salvatrice della commedia napoletana.

Anche la distanza ironica, permette a ciascuno di confrontarsi con la propria esistenza, con umore. Si parla delle situazioni difficili con leggerezza ma, per chi sa sentirle con lucidità con profondità. E’ questa la magia del teatro napoletano.

Non c’è bisogno di sottomettersi ai canoni dell’estetica sofisticata e mediatica. Si può essere se stessi, si deve essere se stessi, il più naturale possibile. Questa è la sfida. Si tratta dunque d’un arte esigente, d’un arte affidata in modo particolare alla cultura napoletana.

Mi auguro che questo momento di gioia, di cultura, sia l’opportunità per ciascuno di ripartire dal reale, dal concreto dell’esistenza, dalla “vita-vita” dalla quale siamo tante volte distratti, per colpa dei nostri innumerevoli problemi, persi nei nostri mondi virtuali.

Lascio la parola a Nunzia per introdurci alla serata...