Da un’ideologia all’altra


La distanza tra gli Stati Uniti e Cuba, è breve:124 km. Prima del 1962 era facile fare la traversata, ma poi l’imbarco americano, è stata una questione molto complessa e non senza rischi. Questa complicazione forse, è percepita come simbolo della grande differenza che esiste tra il regime politico cubano e la società capitalista americana.


Questi paesi, visti da lontano, sono effettivamente, due estremi... visti da vicino, sembrano invece, molto simili nel fondo: sia l’un che l’altro sono infatti, marcati a ferro da un’ideologia dominante, declinazione moderna dello schiavismo.


Ancora, si può pensare all’ideologia come ad una malattia di una nazione, di una società, di tutto un popolo, è una malattia che colpisce anche personalmente ognuno e si manifesta spesso nel fatto che le nostre idee o quelle degli altri sono più pregnanti della stessa realtà. Questa malattia si verifica quando le nostre idee diventano immutabili e automaticamente costituiscono un “sistema”, mentre la realtà, è perennemente mobile. Essa domanda di essere adattata ad ogni istante. Essa richiede perspicacia e sforzo perpetuo.


Dov’è dunque il paradiso? Non è né a Cuba, né negli USA, né in un altro Paese. Il paradiso è là, dove la realtà sarà sempre considerata prioritaria. Là dove una mente oserà mettersi in ginocchio davanti all’essere che si offre.