Cesare, luglio 2014

Durante i miei studi, grazie alla filosofia antropologica, un corso datomi da P. Gennaro Cicchese, Oblato di Maria Immacolata, ho potuto studiare, tra l’altro, il tema della “ morte”. Questo concetto che é molto spesso evitato, al contrario mi ha molto fascinato. La morte, nonostante tutto é un grande oggetto metafisico. Al di là della morte, filosoficamente parlando, noi non abbiamo nessun’esperienza. Una filosofia dell’esperienza, come quella di Aristotele resta muta di fronte alla morte. Nessuno ha mai incontrato qulcuno che abbia fatto quest’esperienza. Dal punto di vista filosofico, nessuno ci puo’ parlare della morte avendo vissuto l’esperienza in prima persona. Noi tutti abbiamo l’esperienza della morte in modo passivo, cioè quella di un familiare, di un amico o di un conoscente. Siamo tutti d’accordo, penso, che la morte é l’unica cosa certa e inevitabile che un giorno o un altro vivremo. Si dice « solo la morte é sicura » (...)

Ora noi credenti abbiamo la fede. Noi cristiani crediamo che la morte non é la fine ma l’inizio della vita, della vita eterna. Cristo ce l’ha assicurato, “io parto per prepararvi un posto”. Ora stà a noi prepararci a quest’incontro sublime dove finalmente saremo con i nostri cari che ci hanno preceduto e saremo nella gloria di Dio e vedremo Dio faccia a faccia.

Ma perchè vi scrivo tutto cio’? Non voglio darvi una lezione di filosofia o condividere i miei appunti che sono illegibili, ma ve ne parlo poichè ho vissuto una bella esperienza che voglio condividere con voi!

Il 19 giugno scorso, Silvia, un’amica nostra, una grande amica, é morta all’età di 33 anni. P. Thibo’ le diceva che lei era la parrocchiana di Punto Cuore St Monica, l’unica amica che era davvero assidua alla messa quotidiana da noi e quando era a casa, passava le sue giornate in preghiera, in continua relazione con Dio. Amava accendere le candele a Gesù e pregare il rosario, la preghiera dei piccoli, dei poveri! Era molto ammalata di cuore e sia io che la mia comunità abbiamo davvero vissuto la sua morte, preparataci da lei stessa.

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La famiglia di Silvia ha vissuto il lutto, sin dalla notizia della sua morte, con un’immensa dignità, con una straordinaria fede. Alcuni nostri vicini, che per altro non conoscevano la famiglia di Silvia, come noi, sono stati stupiti dicendo: “questa famiglia ha davvero la fede”. Rosalia, sorella di Silvia, accoglieva tutte le persone che arrivavano, che piangevano che gridavano e cercava di consolarle. Io mi dicevo: “Dovrebbe essere il contrario e qui invece é la famiglia che consola i parenti ed amici!”. Rosalie mi ha detto: “Non dobbiamo essere tristi, Silvia adesso stà davvero con Gesù, con il suo Gesù, il Gesù che tanto amava”. E la mamma: “non faceva altro che pregare, non dava mai fastidio e non si preoccupava delle cose di questo mondo”.

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