Cesare - Dicembre 2008

«Andate! Andate più lontano! Uscite dalla vostra città, dal vostro paese, partite e portate frutto! Non è un ideale di esotismo, un desiderio di fuga o tanto meno il disgusto per situazioni particolari, ma è una parola di Gesù... è una chiamata»

Carissima famiglia,

carissimi amici,

carissimi padrini,

sull’aereo le mie costole erano sul punto di spezzarsi, tanto il mio cuore si gonfiava dall’amore che mi conduceva ai poveri...

Quante domande, quante preoccupazioni, quanti ricordi affioravano la mia mente; quanti pensieri mi sono passati per la testa mentre mi preparavo per questa esperienza; all’inizio pensavo che era semplicemente un desiderio come gli altri, ma poi, seguendo una preparazione spirituale (cioè frequentando la formazione Punto Cuore) ho scoperto che era una vera e propria vocazione a mettersi alla scuola dell’amore.

“E’ la missione di un’ amico dei bambini, null’altro che stare là ai piedi di tutte le bidonville del mondo , di tutte le miserie del mondo per ”soffrire con”, per consolare, per offrire il sorriso più dolce dell’amore.”

Ora eccomi qui a Dakar, nel quartiere ARAFAT, dove il Punto Cuore Santa Monica è presente da quindici anni; vi restero’ per 16 mesi.

Ad attendermi all’aeroporto c’era la mia comunità: Anna-Paula (molokai Brasiliana), Julio, Monica (Argentini), Anna-Clara (Francese) e Sofia (Senegalese);

Dopo aver ricevuto una festosa accoglienza, siamo andati in taxi(qui ce ne sono tantissimi) ad Arafat; la prima cosa che mi hanno mostrato della casa è stata la cappella, dove abbiamo ringraziato “Mariama” per il buon viaggio!

Sabato è stato il giorno della grande accoglienza, sono venute molte persone per conoscermi, giovani e bambini soprattutto; insieme a Julio, poi, ho fatto un giro per il quartiere, tra le strade fatte di sabbia, piene di bambini che giocavano, di donne che tenevano sulla schiena i propri bambini e di uomini che parlavano all’angolo.

Il primo sabato: Anna-Clara ha finito la sua missione e dopo 14 mesi è tornata in Francia; sicuramente, dover salutare tutti, è stato per lei molto difficile.

Moltissime persone sono venute a casa per salutarla!!!

Per festeggiare il suo ritorno, tutta la comunità, con un gruppo di ventuno giovani, abbiamo trascorso la notte tra il 27/28 in spiaggia, tra TAGLIA(una bevanda tipica del Senegal: quasi come il tè, ma molto più zuccherato) e musica Senegalese con Tam Tam di ogni grandezza!

VITA QUOTIDIANA...

Il giorno comincia presto con le lodi mattutine, e/o con la messa; subito dopo c’è la colazione, dove la comunità condivide la giornate precedente, gli incontri che ha fatto, le impressioni ecc...

La mattinata è incentrata sulla adorazione del S.S. che, con il permesso del Card. Di Dakar, abbiamo in casa. Poi ci dedichiamo alle diverse attività, (pulire la casa, accogliere persone, prendere un tempo personale: per lavare i vestiti ecc...).

Il pomeriggio è dedicato interamente ai bambini, dopo la recita del S. Rosario in wolof, la comunità si divide, uno o due amici dei bambini restano a casa per accogliere i bambini e gli amici che vengono, gli altri vanno a fare le visite. [...]

Chi vuole leggere tutta la lettera di Cesare, può diventare suo padrino finanziando la sua missione e/o accompagnandolo con la preghiera.