Alla scuola materna dell’amore!

Terza lettera ai volontari
Aprile 1991
 
Carissimi amici dei bambini,
 
La maggior parte tra voi, ha deciso di partire per la grande avventura di Punto Cuore al termine dei vostri studi. Sapevate tutto o quasi, come sanno, con grande orgoglio, tanti dei vostri amici.
Avete imparato la fisica o la matematica, la filosofia o la chimica, le lettere o la medicina, ed i vostri diplomi testimoniano tanta scienza e ragione.
Ma, arrivando nei vostri palazzi, avete rapidamente scoperto che tutto era da imparare. Si può essere molto dotati in astrologia ed in strategia e scoprire che l’essenziale la scuola materna.
Si sviluppa il proprio cervello, i muscoli, l’ autorità sugli altri.
Infelici! Si è omesso di sviluppare il proprio cuore…
Ed in un essere pieno di testa o di muscoli o di sensualità,
povero cuore, è perso come una piccolo granello di misera polvere!
Il fatto è che, nonostante le mille riforme del Ministero,
non si ha ancora insegnanti né professori di cuore,
non si riceve in materia d’amore né lezioni né istruzione.
Vi stupite ancora che si divorzi tanto,
che si uccida e si odi, che si rubi e si mentisca:
per molti, l’amore, è un mistero!
Fortunatamente, per ricordarvi la via dell’essenziale,
forse ci sono state le vostre famiglie o i vostri amici
o – perché no? – l’esempio d’un sacerdote?
 
* * *
 
In aereo, le vostre costolee erano pronte a rompersi
tanto il vostro cuore si gonfiava di amore
che vi conduceva ai poveri.
 
Due giorni passano…
Il vostro cuore vi sembra polvere
E la sua meschinità vi spaventa.
E, venuta la notte, forse nel vostro letto
piangete la vostra miseria…
 
Gli altri vi sembravano così belli:
invece, sono soltanto l’incarnazione di mille difetti!
I bambini vi sembravano così charmant sulle fotografie:
invece, sono a volte più choccanti!
E Dio, in quest’ avventura, lo pensavate molto vicino:
ecco che ora sembra a mille miglia!
 
Ed a tavola…
Si discute e si litiga…
Ci si arrabbia e ci si rabbuia…
Ci si ferisce e ci si attacca…
Ci si indurisce e si aggredisce…
– Oh! non sempre, certamente!
Ci sono delle sere dove la gioia si effonde! –
 
Ed a volte durante i giorni,
ci si ritaglia il silenzio,
ci si chiude in un angolo,
si vorrebbe evitare:
ma è necessario abitarci.
«Ah!» non comprendono nulla: mi sentivo così forte, purché i bambini non sospettino nulla!…
Ed in alcuni momenti, ecco che mi dispero come una vecchia edera che s’attacca per bene:
“Per Cosa sono venuto qui?"
Se sapessi amare!…
Ma non, io non ho nulla da portare!
Non so che essere collerico …
Non ho nulla a dire!
“L’ascolto è il primo passo dell’amore…”
E’ la mia possibilità: sono un pozzo di parole!…
Ma non c’è nulla a fare!
“Farlo è secondario…”
Cosa fare? (sic) Mi torturo d’essere immobile.
Essere! Ascoltare! Adorare!
Ah! Si tratta di fare, parlare, mettersi davanti!
Ma non, miei cari, si tratta di amare!
La minestra è amara, domani sarà dolce.
Di ora in ora
Bisogna spiegare le proprie parole,
giustificarsi dei propri comportamenti,
diffidare dell’essere uno diverso dall’altro?
No! Ecco ciò che occorre:
tutti insieme cadere in ginocchio
attorno alla tavola di cucina,
e mettersi a pregare
come piccoli bambini che non hanno più nulla a mangiare,
e esclamare:
«Ô mio Dio, non sappiamo amarci!»
Ecco uno, dei punti in comune, per chi lo cerca!
Non dubitare che, questa dichiarazione di non amore,
questa dichiarazione umile e brutale
fa sciogliere l’Amore…
 
E presto i cuori si riempiono d’una dolce leggerezza,
e l’uno davanti all’altro,
non comprendendo più nulla delle vostre discussioni di prima,
vi direte:
«Ah!» come eravamo stupidi!
Occorre perdere tanto tempo ad essere così meschini?
I piccoli hanno bisogno delle nostre pazzie?
 
C’è che la PREGHIERA CHE SOLLEVA I CUORI
«Vi dò la pace, vi dò la mia pace!» "(Gv 14, 27)."
«Soffia su loro e dice loro:» “La pace sia con voi!” «(Gv 20, 21-22).»
La preghiera, non è mettersi insieme
sotto il soffio benedicente di Dio?
La PREGHIERA NUTRE I CUORI.
Ci dicono: «Perché pregare?»
Rispondo: «Perché mangiare?»
privarsi dalla preghiera,
non come suicidarsi come l’anoressia?
La PREGHIERA RENDE UMILI DI CUORE.
Dinanzi al più piccolo Egli vi mette in ginocchio
ed ecco che gli lavate i piedi.
È così bello l’esempio di Gesù!
Non smetto d’essere preso da questa scena
– con questa cena –
che rivoluziona l’umanità.
In occasione del giovedì santo dell’anno scorso, vi scrivevo:
«Se i Siriani lavassero i piedi del libanese»
ed il libanese dei Siriani…
Se gli uomini politici lavassero i piedi dei loro amministrati …
Se, questa sera, il signor Mitterrand* lavasse i piedi dei suoi ministri
ed i ministri dei Segretari di Stato
ed i Segretari di Stato dei deputati…
Se i genitori, questa sera ed ogni giorno,
lavassero i piedi dei loro bambini…
Se i professori lavassero i piedi dei loro allievi…
Se i cinesi lavassero i piedi degli americani
e gli americani dei Russi** …
Se i proprietari delle grandi aziende agricole brasiliane
Scendessero nelle favelas a lavare i piedi dei bambini delle strade…
Ciò eviterebbe le riunioni costose dell’ONU, della FAO, dell’Unesco
e sarebbe mille volte più efficace!
Ciò farebbe crescere la qualità d’amore nel mondo
ed il mondo sarebbe così tanto più bello!
 
* Ex presidente della Repubblica Francese [N.d.r.]
** era il periodo della guerra fredda, lo scontro tra Usa e Unione Sovietica
 
«E tutte queste proposte, questo non sono io che lo propongo»
è Gesù stesso:
“Se dunque io, il Signore ed il padrone, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. vi ho dato un esempio che affinché facciate, anche voi lo stesso, come io ho fatto a voi” (Gv 13, 14-15).
«E’ troppo facile dire:» Nulla può cambiare.
Ci saranno sempre assassini e sempre vittime.”
E’ troppo facile arrendersi, abbassare le braccia.
E’ criminale ! Occorre alzarsi, – il che significa per i discepoli di Gesù:
occorre mettersi in ginocchio – occorre tacersi lavando i piedi di tutti
– del nostro traditore e del nostro amico –
e si scoprirà questo: da quando Dio ha lavato i piedi di l’uomo,da quando Gesù ha lavato i piedi di Giuda,
NULLA PUÒ CAMBIARE IL MONDO COME UN UOMO CHE LAVA I PIEDI DEL SUO FRATELLO.
 
La PREGHIERA UNISCE I CUORI.
Sotto lo stesso tetto
siete neri, bianchi o gialli,
siete ingegneri o,
secondo la parola dei vostri principali, eterni «buoni a nulla»,
siete di sinistra o di destra,
siete passionali o flemmatici…
Ah! che bella diversità,
che sogno sempre più grande!
Vi possa essere a Betlemme,
nello stesso asilo, degli Arabi cristiani e degli ebrei cristiani…
Ed a Bombay, nella stessa casa, degli amici di tutte le caste…
Ed a Beirut…
La vostra differenza, quale immensa possibilità!
 
La PREGHIERA SEMPLIFICA I CUORI.
Sei un ragazzo.
Individui tutte le cause
e scopri tutte le ragioni.
Tu organizzi un Punto Cuore ideale
con forza leggi e regolamenti:
io vi voglio soltanto quelli dell’amore!
Sei una ragazza.
Immagini mille implicazioni
attraverso sguardi e sorrisi complici.
Tu t’encombres di molte gelosie.
Credi sempre ti si dimentichi
e ciò diventa la vostra unica preoccupazione.
Ah! fratelli tanto amati,
se voi non aspettate che da Dio la soluzione
Ah! Sorelle tanto amate,
se fissaste soltanto su Dio il vostro sguardo…
Così, da capo capireste:
Che i Punto Cuore non sono un codice,
né una struttura che, a giovani con il mal d’esotico,
permette di soggiornare all’estero.
C’è uno Spirito,
UNA VITA DA FRATELLI MOLTO SEMPLICE
NELL’AMORE MOLTO SEMPLICE di DIO.
I Punto Cuore non si basano sull’abilità ed il «know-how»,
ma su l’umiltà e la preghiera.
Questa non è on’opera umanitaria,
vuole essere un’opera salutare.
C’è un’opera dove si impara ad amare,
ad amare giorno dopo giorno,
ed ad amare SINO ALLA FINE
E’ un’opera dove si prega
perchè scoppiano i palloni gonfiati
e si scoprono le ambizioni ed i timori.
E’ un’opera dove si accetta
di mostrare agli altri i propri piedi
che si sporcano in continuazione.
Poveri uomini: è tutto qua!
E’ un’opera dove si accetta
di lavare i piedi degli altri
mettendosi sempre più bassi di loro!
Abbiamo una sola soluzione per essere innalzati:
scendere!
Tanto amati, siate pazienti:
NON SI SA AMARE LA SERA
QUANDO SI COMINCIA LA MATTINA!…
Non abbassate le braccia al primo giorno
– di quanto tempo avete avuto bisogno per sapere scrivere,
e per parlare inglese (e forse dopo anni non lo potete sempre)? –
Prima di d’essere stelle di fuoco,
occorre che i Punto Cuore
siano riflessi molto umili del cero pasquale.
Non stupitevi!
Occorre tempo perché fondano i cuori.
Occorre sofferenza – non c’è amore senza sofferenza! –
Affinché i Punto Cori diventino un Punto Cuore.
Ma A COLORO CHE LO VOGLIONO REALMENTE
ciò sarà dato loro.
 
Mai si mendica invano l’amore presso l’Amore.
È la mia convinzione molto intima!
 
* * *
 
I Punto Cuore, SONO una SCUOLA di REALISMO.
Non si sogna l’amore.
Si dice mettendosi in croce.
Lo si scrive con il proprio sangue e la propria stanchezza.
Lo si traduce in ginocchio con un bacile d’acqua ed un asciugamano.
E non si sogna coloro che si deve amare.
L’Amico dei bambini, è tale chi egli deve amare, è
sempre la sua stessa lingua confusa che forse occorre ascoltare, sono
sempre i suoi stessi difetti che occorre perdonare.
Non si può fuggire: si fuggirebbe l’Amore!
A cosa serve pensare: «Ah, se Joséphine non fosse qui
noi formeremmo la Comunità ideale, il nostro Punto Cuore sarebbe un
piccolo paradiso...»
Joséphine è la nostra pietra d’inciampo, è l’ostacolo
Alla comunione, è una controtestimonianza perenne
Vi chiedo:
Joséphine non è piuttosto la pietra angolare?
Non è piuttosto la possibilità della Comunità?
Joséphine si chiude e si blocca e tace perché da voi, e forse da
tutti, si sente respinta.
Ma se vi mettete ad amarla, non diventerebbe facile da amare?
Se ve l’ascoltaste fino alla fine, pieni di benevolenza, non la capireste meglio?
Ah! è facile amare quando vi troverete soli nella Comunità,
quando avrete mandato via tutti coloro di cui il viso vi sembra troppo
distante dal vostro, o forse troppo vicino!
Vi dico: più qualcuno vi sembra, di primo acchito difficile da amare, più
potrete credere che sia l’inizio di un’avventura splendida con lui.
Si può scegliere di scalare l’altipiano di Millevaches (vicino Limoges, in Francia).
Si può scegliere di scalare l’ Himalaya.
Ma dall’ Himalaya, la vista è così tanto più bella!
Quando, intorno di voi, avrete soltanto amici di lunga data, gente dello stesso movimento, esseri che condividono tutti i vostri gusti e continuamente vi lusingano, vi troverete come alpinisti dinanzi ad una collinetta, avrete l’aria ben stupida!
Vi ripeto:
Possa Dio preservarvi dal’orgoglio mettendo Joséphine in ogni Punto Cuore
E del resto, senza ombra di dubbio, questa Joséphine, è ciascuno uno dopo l’altro.
Ah! diffido dagli amori facili, degli amori troppo rapidamente costruiti!
* * *
SOLTANTO LA COMPASSIONE SIA LA VOSTRA MISSIONE!
Non dite: «Non è la mia ferita!»
SOLTANTO L’ASCOLTO SIA LA VOSTRA PASSIONE!
Non dite: «Lo abbandono!» Ha parlato anche troppo!
SOLTANTO IL PERDONO SIA LA VOSTRA CONSOLAZIONE!
Non dite: «Domani, penseremo a mettere le cose a posto.» Ora!"
SOLTANTO LA COMUNIONE SIA LA VOSTRA IDEA FISSA!
Per strada ed ovunque, supplicate: «Padre, che Joséphine ed io siamo uno
come tu, Padre, e lui, il Verbo, siete uno!» "Non un’altra preghiera!"
Non un altra idea fissa! «E a questo punto...» "Non c’è altro."
 
Ogni mattina, mangiate lo stesso Corpo...
Ogni sera, il vostro sguardo si riguarda lo stesso ostensorio…..
La soluzione è là...
Il Maestro è là...
Sognavo di una scuola d’amore.
Eccola che esiste.
E, dinanzi al Rabbi inviato da Abbà, nostro Padre, come adulti a
scuola dell’infanzia, eccoci tutti alla scuola materna...