A paese nuovo cuore nuovo

Prima lettera ai volontari
Ottobre 1990
 
Carissimi amici dei bambini,
 
Come Abramo, ecco che avete inteso il Signore: «Vàttene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò (Gn 12, 1)» Cominciate un’avventura che non ha nulla di umano: il rischio di tutti coloro che, da Abramo, hanno scelto di seguire Dio SENZA RISERVE. E, a quest’avventura, siete inviati dalla Chiesa.
C’è una terra nuova che scoprirete, con un altro clima, un’altra vegetazione, un’altra altitudine…
Sono visi nuovi che incrocerete, cha hanno diversi costumi, parlano un’altra lingua…
C’è una vita nuova che conoscerete: una vita in una piccola comunità,
fra i più poveri dei poveri, condivisa tra laici e religiosi.
Non è il caso di chiedere al Signore di darvi un altro sguardo, un altro cuore, un’altra lingua: uno sguardo nuovo, un cuore nuovo, una lingua nuova perfettamente adattati ai modi del Regno?
Altrimenti, a che servirebbe aver percorso tanti chilometri?
Coloro che li conoscono da oltre venti anni non sono là per farvi osservare che cambiate, allora cambiate senza timore dei commenti!
Non è questo che significa realmente «lasciare»?
Occasione d’avere uno sguardo nuovo sulle cose, sugli eventi, sulle persone: lo sguardo anche di Dio.
Quale vocazione!
 
Uno sguardo che percepisce ciò che spinge, cosa c’è in germe e fa tutto perchè ciò possa arrivare a maturazione…
Uno sguardo che distingue il positivo di qualsiasi evento e non mette in evidenza il negativo non dimenticate mai questo: lo Spirito è avvocato, il Demonio accusatore!
 
Uno sguardo che sa riconoscere nella folla il povero e l’umiliato e lo porta ai primi posti, che non si lascia disturbare da ciò che è luccicante, rumoroso, potente: «I ricchi, li rimanda a mani vuote,»
ed i potenti, li getta dal loro trono! «(Lc 1, 52-53)»
 
Occasione d’avere un Cuore NUOVO.
Un cuore che non si fonda sulla giustizia degli uomini ma sui «settanta volta sette volte»…
Un cuore aperto che sa compatire il dolore dell’uno e ridere, un momento dopo, della gioia di un altro…
Un cuore che non ha timore d’essere invadente quando diventa grande così come lo può essere
Un cuore che sia quello di Dio:
paterno, materno e fraterno allo stesso tempo, prendendo tutte le varianti dell’amore…
Un cuore che dimentica la matematica e conta al modo di Dio:
non conoscendo soltanto che l’infinito.
Un cuore di disciplina:non è raro trovare, oggi, coloro che ascoltano il loro cuore in tutto?
 
Occasione d’avere una LINGUA NUOVA:
 
che sappia tacere ciò che non è essenziale, cosa non è urgente, ciò che non è ispirato da amore.
Solo sapendo superare questo piccolo muscolo, troppo spesso mortale,vi salverete dalle mille difficoltà della vita comunitaria.
Non entrate nei pettegolezzi
– la vostra missione è quella dell’artigiano dell’unità, anche nelle bidonville! –
Fuggite come la peste i pettegolezzi,parlate sempre gli uni degli altri
con rispetto, umiltà, bontà
– Hai visto la trave?… –
e sfuggite dalle discussioni inutili:
guadagnerete tempo per pregare…
conserverete la pace della coscienza…
Lodate, benedite, adorate Dio:è così tanto preferibile!
Un Punto Cuore, non è anche un PORTO di SILENZIO
dove cessano le voci del mondo?
 
* * *
 
Questa novità, certamente Dio che ve la darà
comunicandovi la sua grazia,
nutrendovi della sua parola, del suo corpo e del suo sangue,
concedendovi il suo perdono.
Nella preghiera, solitaria ed in comune,
siate molto ambiziosi, pieni d’audacia e di desideri,
poiché Egli ci riempie in base alla nostra sete.
Così la Chiesa sarà bella se il vostro desiderio è intenso!
Un Punto Cuore, non è anche un luogo
dove ci si sa METTERE in GINOCCHIO?
 
* * *
 
Ogni mese, vi nutrirò con piccoli passi della parola di Dio
che saprete leggere insieme, rileggere e commentare.
E così facendo, si costruirà in tutti i nostri piccoli rifugi d’amore
– di Paraná e di Salvador, di Beyrut o di Bangkok… –
un reale spirito comune:
Lo spirito del folle Vangelo.
 
Non esitate neppure ad imparare questi passi per il cuore in francese,
meglio ancora in spagnolo o in portoghese
– se non sapete dire nulla diverso, saprete almeno dire ciò! –
 
Per questo mese d’ottobre, nutritevi di 1 CO 13 ed Is 54-55.
E quindi, permettetemi anche di chiedervi di ritornare a rileggere questa lettera e le lettere che, ogni mese, vi raggiungeranno,
lettere molto semplici con cui poco a poco s’approfondirà lo spirito dell’Opera.
Se ne avrete fatto una biblioteca, in cui possiate scavare, arricchire,
esplorare da vicino il nutrimento che ne avete:una pagina messa in pratica costruisce più che libri interi letti con fatica!
 
* * *
 
E soprattutto non dimenticate il nostro grande segreto:
LA MADRE DI OGNI CUORE, la Vergine Maria.
Non la vedete, ma è là.
Quando entrate nelle vostre case,
salutate la sua presenza dicendo un’ Ave Maria.
E quando non sapete quale decisione prendere,
implorate che vi aiuti …
E quando un figlio dei vostri vicini sembra in una situazione disperata,
affidateglielo.
E quando sarete un po’ disperati o scoraggiati,
ricordate che in un momento può fare di voi i più grandi santi
e che lei, «è sempre sulla breccia» (padre Lamy).
Ed appena lo potete, afferrate il vostro rosario.
E quando vi addormentate, addormentatevi pronunciando il suo nome; vi sveglierete con il nome di Maria sulle labbra: il giorno sarà bello!
Con essa le cose più audaci e più pazze sono autorizzate!
Ciò che mi incanta così tanto, e voi?
 
* * *
 
Se sapeste
quanto vi porto nel mio cuore,
quanto mi sento con voi,
quanto vi sono grato del fatto che vi doniate totalmente
al servizio dei piccoli bambini,
poveri così tanto più ricchi che noi,
nella comunione e nella gioia.
Con impazienza,
aspetto di trovarmi a Salvador ed a Paraná
per correre con i piccoli nelle vie,
giocare ai mille giochi che inventeremo
e pregare con voi nel calore di Natale.
Ma già sono qui con voi,
provando a vivere con coloro che incontro
la compassione della Madre dolorosa.
Vi benedico
e vi affido a Colui che fa ogni cosa nuova.
Pregate molto per la mia conversione!.