A Roma con il Beato Giovanni Paolo II

«Beati coloro che pur non avendo visto crederanno» ... ripetevano alcuni con umorismo questa mattina per le strade e le piazze di Roma. Infatti, non abbiamo visto molto della Messa di beatificazione di Giovanni Paolo II, e nemmeno ascoltato molto - a parte il crepitio delle radio, spesso impreziosito dalla traduzione simultanea in polacco o in tedesco, e le più belle noti del gregoriano ... ma è con immensa gioia che tutti noi siamo rientrati da questo giorno meraviglioso e sorprendente, iniziato poco prima delle 3:00 di questa mattina. Una gioia che non avrei immaginato, la gioia un po’ euforica e chiassosa dei grandi raduni ed effusioni – siamo arrivati solo al mattino, eravamo lontani dalle grida di gioia e applausi di Piazza San Pietro - ma di una gioia più umile e per me più profonda, piena di stupore e di gratitudine, quella di aver visto e toccato la Misericordia di Dio per tutti noi, e per tutta la Chiesa.

Molta attesa oggi, rumore e confusione, ma come questa folla che lui ha nutrito, ha insegnato, guarito, dobbiamo solo lasciarci affascinare da lui. Sono sempre afferrata, in queste grandi manifestazioni, dalla folla che siamo noi di malati, affamati e assetati che viene ad attingere alla fonte della vita eterna. L’emozione palpabile di Papa Benedetto XVI ci ha dato una bella testimonianza del suo affetto per il Beato Giovanni Paolo II, tanto amato da questa moltitudine di cristiani ... Credo che un Santo lo è soprattutto perché vive la vita di Cristo, e che egli «incarna» in tutta la sua umanità. Oggi abbiamo contemplato, in questa liturgia che ci richiama al Cielo, parte del mistero dell’amore di Cristo e della Chiesa ... di questa chiesa così piccola e che ha tanto bisogno della misericordia divina nei suoi poveri membri.