Lettera n. 1

Febbraio 2016

“L’amore verso il prossimo é come una preghiera elementare che ci aiuta a vivere”
Etty Hillesum

Carissimi amici e padrini,

Sia lodato Gesù Cristo!

Ho da poco terminato il mio primo semestre di teologia sostenendo otto esami. Il secondo semestre è già iniziato!

In seminario la vita continua tra incontri formativi, esperienze pastorali e conferenze dateci da dei bravi predicatori. Una bella esperienza vissuta da poco, per esempio, è stata il ritiro quaresimale, tenutosi il 22 febbraio scorso con la predica del nostro Cardinale Sepe. Ritmando il tempo tra conferenze, meditazione personale e silenzio, ci ha detto: “La nostra missione è quella di testimoniare con la nostra vita che Dio è Padre! Abbiamo bisogno di riconoscere che necessitiamo di una presenza, di un maestro, e perché no, di un Padre che in ogni momento ci prenda per mano: questo lo viviamo nell’incontro con gli altri dimostrando di essere davvero fratelli. La misericordia è respiro dell’anima. Misericordia ricevuta, misericordia da donare. Dono donatoci, dono da donare”.

Dopo gli esami ho avuto due giorni di vacanza. Ne ho approfittato, assieme a Benedetto, per trascorrere una giornata a Napoli con Nando, Vincenzo e Massimo, tre giovani amici di Punto Cuore. Questo tempo insieme ha permesso di conoscerci un po’ di più, approfittando anche di questo caldo inverno. Abbiamo solamente passeggiato sul lungo mare e mangiato una pizza sugli scogli; ciò che si respirava tra noi era la semplicità. Nando ci ha chiesto il perché stavamo vivendo del tempo insieme: “Semplicemente per stare con voi, per far crescere la nostra amicizia”... Quando Nando ha capito che parlavo sul serio, alla benedizione delle pizze, ha detto: "Signore, ti affido questo nostro momento gratuito insieme, e ti affidiamo i nostri amici di Punto Cuore che danno la loro vita a chi si sente solo”. Anche Massimo mi ha molto colpito. Era la prima volta che andava a Mergellina, al Castel dell’Ovo... Il suo stupore mi ha toccato e mi ha fatto innamorare di più della nostra città!

Visita a Cardito

Nel lontano 2005, Cirillo, un volontario di Punto Cuore, mi propose di accompagnarlo alla ricerca di un amico di Punto Cuore che era stato trasferito in un centro dove sono accolte persone che hanno dei problemi mentali. Ci mettemmo sulle biciclette e arrivammo a Cardito, vicino alla pineta comunale; lì incontrammo Gaetano che era triste e solo. Il suo volto si illuminò e fu nella gioia totale. Vedendo che era un luogo di grande solitudine, iniziammo a visitarlo ogni settimana. Ancora oggi il Punto Cuore è fedele a quest’apostolato e ogni mercoledì vi passa qualche ora. Quando ci sono tornato, Gaetano che erano più di tre anni che non mi vedeva, si è subito ricordato il mio nome ed abbiamo avuto una lunga chiacchierata. Sembrava che il tempo non fosse passato ed io mi sono accorto di quanto sia grande quest’uomo che, nonostante i suoi problemi, è fedele alla nostra amicizia.

Stando con lui, mi hanno colpito, oltre allo sforzo di parlare italiano per Benedetto, le parole che mi ha detto: “Cesare, sai, le uniche persone che mi visitano siete voi. Nessuno mi pensa! Passo le mie giornate a guardare la televisione, ma voi mi visitate”. Gaetano, gli ho chiesto, ma che fanno i giovani di Punto Cuore con te? “Mi visitano e passano del tempo con me! Ed io sono felice”. Gaetano però, per fortuna, ha un amico in questa clinica, Francesco, che è per noi un grande esempio. Il suo handicap non gli permette di esprimersi ma è molto attento a Gaetano. Lo accompagna al bagno, gli mette le pantofole, lo copre quando vuole riposarsi. Insomma, fa ciò che Gaetano non può fare, e tutto con molto rispetto, con molta devozione e con tanta dignità. É un grande!

A Gaetano piace ricevere visite e molte volte non ha bisogno che vi si parli, ma semplicemente che lo si guardi, che gli si tenga la mano e che lo si ascolti...

É la stessa cosa che facciamo con Carmela, che dice 100 volte la stessa cosa ma ha un sorriso straordinario, con Maria, che non si esprime bene ma che all’improvviso ti abbraccia e ti chiede se le vuoi bene; con Gennaro che, prima di ripetere quello che hai detto, ti guarda con i suoi occhi azzurri ed il suo sorriso innocente; siamo lì, gratuitamente, per portar loro la nostra presenza: non hanno bisogno che di quest’essenziale.